NOME. Commando in azione alla Sanità, un 19enne ferito al torace: è in rianimazione. Ferito l’amico 20enne

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Vico Lammatari a Napoli
Vico Lammatari a Napoli

NAPOLI – Ancora sangue nelle strade del centro storico. Ieri notte alle due la polizia è intervenuta all’ospedale dei Pellegrini per due ragazzi con ferite da arma da fuoco. Hanno detto agli agenti che erano in scooter in vico Lammatari, quando erano stati avvicinati da due in moto che avevano aperto il fuoco in pochi secondi. Dagli uffici della questura spiegano che le indagini sono tuttora in corso, dopo i primi elementi raccolti sul posto. Intanto gli investigatori hanno ascoltato uno dei ragazzi feriti, l’altro è ricoverato in gravi condizioni. Raffaele Pillo, 19 anni, dei Miracoli, è ora ricoverato in rianimazione, colpito da una pallottola al torace. Ferito in maniera lieve a un braccio Antonio Martusciello, 20 anni, anche lui del rione Sanità. Un proiettile lo ha raggiunto a un braccio. Medicato è stato già dimesso dall’ospedale. Gli agenti della squadra mobile della questura (diretti da Giovanni Leuci) si sono precipitati al pronto soccorso, per raccogliere i primi elementi per le indagini. In ospedale hanno ascoltato a lungo Martusciello per ricostruire la dinamica.

In sostanza, i due ragazzi a bordo dello scooter avrebbero incrociato due persone in sella a una moto che hanno aperto il fuoco appena li hanno visti. Secondo la Mobile la dinamica ricalca quella di un agguato, avvenuto a pochi metri da piazza Sanità. Sempre gli investigatori hanno esaminato i ‘profili’ dei due giovani feriti: non sono collegati ai clan, non sono vicini ai contesti della criminalità locale. Perché sono stati feriti a colpi di pistola? Gli inquirenti sospettano che il raid sia maturato nell’ambito di scontri tra ‘paranze’ giovanili della Sanità. Tra le ipotesi al vaglio della questura c’è quella di un assalto armato legato a contrasti tra gruppi rivali del rione Sanità. Gli investigatori hanno subito escluso il tentativo di rapina dello scooter su cui viaggiavano, perché gli aggressori non hanno chiesto nulla.

E’ un nuovo episodio di violenza che riporta l’attenzione sulla sicurezza urbana in una delle zone più delicate del centro cittadino. Fino all’alba le pattuglie della squadra mobile hanno fatto la spola tra la questura e l’ospedale dei Pellegrini, per raccogliere dichiarazioni e testimonianze. Ieri mattina hanno effettuato un sopralluogo in vico Lammatari insieme agli specialisti della Scientifica, per ricostruire la sequenza degli spari e verificare se in quella zona ci siano telecamere di sorveglianza. Le indagini proseguono anche in queste ore. Intanto le forze dell’ordine hanno elevato il livello di allerta nel centro storico dopo una escalation di episodi simili. Napoli sta attraversando una preoccupante escalation di violenza giovanile, caratterizzata da un abbassamento dell’età dei protagonisti e da una spregiudicatezza
senza precedenti. Gli ultimi episodi di cronaca, che spaziano dalle aggressioni immotivate alle “stese” fino all’uso di armi da taglio e da fuoco tra adolescenti, descrivono un’emergenza sociale che colpisce trasversalmente periferie e centri residenziali.

Il fenomeno delle baby-gang non è più solo una questione di marginalità, ma riflette un vuoto educativo profondo e l’emulazione di modelli criminali diffusi attraverso i social media. Le piazze della movida e i luoghi di aggregazione sono diventati teatro di scontri dove il valore della vita umana sembra svanire di fronte a banali pretesti. Le istituzioni hanno risposto intensificando i controlli e proponendo misure drastiche, come l’installazione di metal detector nelle scuole, le zone rosse e il potenziamento della videosorveglianza, ma la sfida resta
culturale. Senza un intervento strutturale che integri sicurezza, scuola e servizi sociali, la città rischia di vedere una genera- zione di giovanissimi scivolare inesorabilmente verso una deriva criminale sempre più violenta e strutturata.

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