Aeroporto di Grazzanise: 3,6 milioni di potenziali utenti

È il numero di cittadini che potranno raggiungerlo entro 45 minuti

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Il sottosegretario Ferrante e l'assessore Casillo
Il sottosegretario Ferrante e l'assessore Casillo

CASERTA – I numeri, prima ancora delle scelte politiche, indicano con chiarezza che l’aeroporto di Grazzanise non è una suggestione, ma una reale infrastruttura strategica per la Campania. A certificarlo è lo studio elaborato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, che analizza in modo dettagliato bacini di utenza, accessibilità e ruolo dello scalo all’interno del sistema aeroportuale regionale. L’analisi parte da un dato centrale: il bacino ‘first best’, ovvero l’area per la quale Grazzanise rappresenterebbe lo scalo più conveniente in termini di tempo e distanza, supera il milione di abitanti. Un valore tutt’altro che marginale, che cresce in maniera significativa se si guarda all’area raggiungibile in tempi brevi. Entro 45 minuti di percorrenza dallo scalo, il bacino potenziale arriva a oltre 3,6 milioni di residenti, mentre entro 60 minuti si supera la soglia dei 4,6 milioni di abitanti. Numeri che collocano Grazzanise allo stesso livello degli altri aeroporti campani e che confermano la possibilità di intercettare una domanda ampia e strutturata, oggi concentrata quasi esclusivamente su Capodichino.

Lo studio, redatto dal professore Fulvio Simonelli, evidenzia inoltre come Grazzanise possa svolgere un ruolo di riequilibrio dell’intero sistema regionale. La sua posizione geografica consente infatti di servire in modo diretto l’area casertana, il litorale domizio, l’agro aversano e una parte significativa dell’area nord di Napoli, riducendo la congestione dello scalo partenopeo e offrendo una distribuzione più razionale dei flussi aerei. Un capitolo centrale dell’a- nalisi riguarda l’accessibilità. Dal punto di vista stradale, l’aeroporto risulta strettamente connesso alla SS7bis, asse fondamentale di collegamento tra l’entroterra e il litorale. La Federico II individua come intervento prioritario la
realizzazione di uno svincolo dedicato tra le uscite di Casal di Principe e Villa Literno, con un collegamento di circa 3 chilometri in area pianeggiante e non urbanizzata. In alternativa, viene ipotizzata una soluzione mista con 2,1 chilometri di nuova infrastruttura e la riqualificazione di circa 2 chilometri della strada provinciale 147. Interventi considerati sostenibili, sia sotto il profilo economico che ambientale.

Ancora più rilevante è il quadro ferroviario. Il sedime aeroportuale dista appena 1,8 chilometri dalla linea Napoli-Roma via Formia e circa 7 chilometri dalla stazione di Villa Literno, uno dei nodi ferroviari più importanti del territorio. Qui convergono la direttrice Roma-Napoli, la linea Aversa-Napoli e il passante Villa Literno-Pozzuoli-Napoli, con la possibilità di accesso diretto alla Linea 2 della metropolitana di Napoli.
La stazione è inoltre interessata da interventi di miglioramento dell’accessibilità e dalla realizzazione di un terminal di interscambio gomma-ferro, elemento che rafforza ulteriormente l’ipotesi di uno scalo realmente intermodale. È in questo contesto tecnico che si sarebbe dovuto inserire l’incontro, mediato da Gennaro Oliviero, consigliere regionale, previsto per oggi tra il sindaco di Grazzanise Enrico Petrella e il vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo. Un confronto preliminare, pensato per illustrare nel dettaglio il lavoro svolto dal Comune, le valutazioni tecniche e le prospettive emerse dallo studio universitario.

Un incontro che però è saltato, rinviando ancora una volta un passaggio che avrebbe potuto chiarire il quadro istituzionale, necessario anche dopo il passaggio di consegne da Vincenzo De Luca, che aveva seguito la volontà di tornare a puntare su Grazzanise, al nuovo governatore Roberto Fico. Resta ora da capire se si terrà il confronto con il Governo, in particolare con il sottosegretario alle Infrastrutture Tullio Ferrante, che aveva annunciato la convocazione per oggi di un tavolo al Mit sulle criticità degli scali regionali e ha ribadito l’obiettivo di lavorare per l’inserimento di Grazzanise nel Piano nazionale degli aeroporti. Un passaggio decisivo, che potrebbe finalmente trasformare dati, studi e ana-
lisi in una scelta politica concreta. Perché, come dimostra lo studio della Federico II, commissionato dalla Regione in relazione allo studio di fattibilità che venne affidato all’Acamir, Grazzanise non è un doppione né un’alternativa velleitaria a Capodichino o a Costa d’Amalfi, ma una infrastruttura necessaria, in grado di rafforzare il sistema aeroportuale campano, migliorare l’accessibilità del territorio e sostenere uno sviluppo equilibrato. I numeri parlano chiaro. Ora tocca alle istituzioni decidere se ascoltarli.

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