NAPOLI – Sono i dissidi interni al Movimento 5 Stelle a rallentare il via libera definitivo alla struttura delle commissioni consiliari. Nel centrosinistra, compagine di governo, la partita sembrava ormai avviata verso una soluzione condivisa, ma resta bloccata da questo nodo politico. Nel corso della riunione che si è svolta ieri tra assessori e consiglieri dem, infatti, il Partito Democratico, che pure aveva attriti da superare, avrebbe trovato la quadra interna. I dem, a quanto pare, hanno definito senza particolari tensioni – perché quelle che c’erano sono state sbollite nei giorni scorsi – la distribuzione delle presidenze di commissione che spettano loro, tre in totale, arrivando a una sintesi accettata da tutte le componenti del partito. I nomi individuati per le presidenze sarebbero quelli di Corrado Matera, ex assessore regionale in quota Salerno, Bruna Fiola, napoletana, e Loredana Raia, di Torre del Greco.
A frenare il decollo del nuovo assetto, però, come detto, sono le difficoltà che attraversano il Movimento 5 Stelle. Ai pentastellati dovrebbero spettare due presidenze, ma proprio su queste si concentra una disputa ancora irrisolta. Una delle due commissioni, stando ai rumors, andrà a Raffaele Aveta, pronto a lasciare il ruolo di questore che – a questo punto – sta ricoprendo in maniera temporanea. Un incarico, il suo, nato come soluzione provvisoria nelle fasi iniziali della consiliatura, quando erano emersi i primi attriti tra il Pd e Casa Riformista, formazione che si era ritenuta messa in disparte nella prima Assise, con la scelta di Massimiliano Manfredi come guida dell’assemblea e nella composizione del suo ufficio.
La poltrona, su cui ora siede Aveta, secondo lo schema in via di definizione, sarebbe destinata proprio a Casa Riformista, che dovrebbe ottenere anche una presidenza di commissione, rafforzando così il proprio peso nell’organigramma consiliare.
Resta invece aperta la questione della seconda presidenza di commissione assegnata al Movimento 5 Stelle. Su questa sedia si è infatti aperto un confronto serrato tra i pentastellati e la lista Fico presidente, gruppo sostanzialmente composto in larga parte da esponenti riconducibili proprio all’area del M5S, ma formalmente collocati in un altro contenitore politico, diretto sostenitore del governatore Roberto Fico.
Una sovrapposizione che rende più complessa la mediazione e che, al momento, impedisce di arrivare a una soluzione condivisa.
Solo dopo aver sciolto questo nodo interno, lo schema complessivo potrebbe finalmente essere completato. L’assetto finale dovrebbe prevedere, oltre alle presidenze già individuate, una da affidare a ‘A Testa Alta’, formazione legata all’ex governatore Vincenzo De Luca, e un’altra ai socialisti, chiudendo così il quadro delle assegnazioni. Fino ad allora, però, il percorso resta in salita.
Il confronto politico è ancora in corso e il via libera alle commissioni continua a dipendere dalla capacità del Movimento 5 Stelle di ricomporre le proprie divisioni interne e presentarsi con una proposta unitaria al tavolo della maggioranza.
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