NAPOLI – Che fine ha fatto il recupero di Palazzo Moscati in via Cisterna dell’Olio? “Lì abitavano circa 12 famiglie. Il Comune le ha sfrattate, la proprietà è del Municipio. Dissero che lo stabile ha problemi strutturali e bisognava fare dei lavori. Sono passati due anni. Del cantiere nemmeno l’ombra”. Il consigliere municipale Pino De Stasio ha presentato una interrogazione e una richiesta di accesso agli atti: vuole andare a fondo.
“Parliamo di un edificio vincolato ai Beni culturali – spiega al telefono – San Giuseppe Moscati abitava lì. In quelle stanze visitava i poveri e aiutava i sofferenti. Dopo lo sgombero, le persone che alloggiavano in quel palazzo via via sono andate altrove, chi in casa di amici e parenti, chi fuori Napoli”. Poi taglia corto: “Come consigliere ho sollecitato più volte il Municipio. Queste persone sono andate via per cosa? Se il Comune non ha fatto nulla. Da qui la mia richiesta di accesso agli atti, per capire finalmente la situazione. Ho inviato una lettera anche al prefetto Mi- chele di Bari, alla Sovrintendenza, al vicesindaco e all’assessore competente. E’ una vicenda molto triste. Avrei compreso lo sgombero, se dopo pochi mesi avessero avviato i lavori per la messa in sicurezza del fabbricato. Ma questo non è stato fatto. Perché? Cosa diciamo alle dodici famiglie, che sono andate via? Se ci sono lavori di somma urgenza da fare, perché poi il Comune non interviene? Non si capisce quel palazzo che fine farà”.
De Stasio parla di inerzia amministrativa, che mette a rischio il futuro di Palazzo Moscati, lo storico immobile comunale di via Cisterna dell’Olio. Il consigliere municipale denuncia lo stallo degli interventi di restauro e consolidamento del bene, dichiarato di interesse culturale nel 2006. Spiega che nonostante nel 2023 sia stato presentato un progetto per realizzare alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) e la stessa amministrazione abbia riconosciuto la necessità di lavori in “somma urgenza”, ad oggi nessun cantiere è stato avviato. Il blocco non solo espone il palazzo a un progressivo degrado strutturale, ma impedisce il rientro delle famiglie nelle proprie abitazioni, lasciando una ferita aperta nel cuore del centro storico. De Stasio sottolinea come la mancata manutenzione di un edificio vincolato violi gli obblighi del Codice dei Beni Culturali e della Costituzione, mettendo in pericolo anche la pubblica incolumità. L’interrogazione chiede chiarezza sui finanziamenti stanziati e sul cronoprogramma dei lavori, sollecitando l’intervento della Soprintendenza e della Prefettura. La questione potrebbe essere discussa già nei prossimi giorni al Municipio, dopo l’appello del consigliere De Stasio.



















