Ucciso con un colpo al volto: 8 arresti. Il raid di Scisciano nell’ambito della faida tra i Filippini

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Arresti blitz 23 gennaio
Arresti blitz 23 gennaio

SCISCIANO – Svolta nelle indagini sull’omicidio di Ottavio Colalongo, il 48enne ucciso lo scorso 17 dicembre a Scisciano mentre era in sella al proprio scooter. Ieri mattina i carabinieri hanno eseguito otto fermi nei confronti di altrettanti indagati ritenuti responsabili a vario titolo dell’omicidio, consolidando un’inchiesta complessa che ha fatto luce sulle dinamiche criminali nei Comuni della provincia di Napoli al confine con il territorio di Avellino. Tra gli arrestati figurano Daniele Augusto, 22enne di Scisciano; Bernardo Cava, 55enne di Mugnano del Cardinale (Avellino); Luca Covone, 26enne, e Matteo Covone, 22enne, entrambi di Saviano; Christian Della Valle, 29enne di Acerra; Ciro Guardasole, 33enne di San Vitaliano; Eduardo Polverino, 22enne di San Vitaliano; e Giovanni Tarantino, 45enne di Acerra.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Napoli, l’omicidio di Colalongo si inserisce in un contesto di scontro tra clan per il controllo dei territori di Marigliano, Scisciano e San Vitaliano. Il 48enne, considerato vicino alla famiglia cri- minale dei Filippini, è stato raggiunto dai killer in moto e colpito ripetutamente, fino a ricevere il colpo di pistola al volto che gli è stato fatale. Il lavoro degli investigatori ha evidenziato come il delitto non sia un episodio isolato, ma parte di un sistema di alleanze e rivalità che coinvolge diverse organizzazioni criminali operanti tra Napoli, Acerra, Afragola e persino in alcune zone della provincia di Avellino. In particolare, l’omicidio sarebbe maturato nel contesto di un conflitto tra una confederazione di gruppi malavitosi composta dai clan Luongo, Aloia e Covone e la famiglia dei Filippini.

L’inchiesta ha permesso di ricostruire le strategie e le dinamiche criminali nella zona, evidenziando come la criminalità organizzata continui a contare su una fitta rete di alleanze e contatti interprovinciali. I provvedimenti cautelari sono stati notificati a distanza di un mese e cinque giorni dal delitto, estendendosi tra le province di Napoli e Avellino. L’omicidio di Colalongo aveva suscitato forte preoccupazione nella comunità locale, proprio per la violenza del gesto e per il contesto criminale in cui si inseriva. Le autorità sottolineano come le indagini, sebbene complesse, abbiano permesso di disarticolare una rete criminale che da tempo operava nel territorio, confermando la determinazione delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata.

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