CASERTA – Non solo le presunte pressioni sull’amministrazione della città capoluogo. La recente storia di Biagio Esposito si intreccia anche con quella del mondragonese Giovanni Zannini in occasione delle ultime elezioni regionali. Un incrocio che ha attirato l’attenzione della
Procura di Santa Maria Capua Vetere, arrivata a contestare ai due un’ipotesi di corruzione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Zannini, consigliere regionale e già presidente della commissione Ambiente della Regione Campania, candidato alla riconferma nel novembre scorso, avrebbe agito in concorso con altri pubblici ufficiali – allo stato non identificati – per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio. In particolare, l’ipotesi accusatoria individua nelle assunzioni di Angelo Pasquariello, figlio di Dora Esposito, e di Paolo Vescuso, figlio di Gennaro Vescuso – collega della stessa Dora Esposito – presso società partecipate da enti locali (non ancora individuate), il presunto scambio corruttivo.
Per la Procura, Zannini avrebbe accettato la promessa di Biagio Esposito, padre di Dora e già suo ‘grande elettore’, di procurare voti in occasione delle consultazioni del 23 e 24 novembre scorsi. In cambio, il politico avrebbe garantito le assunzioni. Esposito, secondo l’accusa, ha però preteso che le assunzioni avvenissero prima dello svolgimento della tornata elettorale. L’84enne avrebbe inoltre chiesto appoggio elettorale per Zannini anche a Francesco Cerreto e Nicola Gentile. La vicenda rappresenta la terza indagine che coinvolge il mondragonese, da ritenere innocente – come Esposito – fino a eventuale sentenza di condanna irrevocabile.
La prima sfociata in una richiesta di arresto per una presunta condotta concussiva in ambito Asl (nell’episodio che avrebbe coinvolto Enzo Iodice – vittima -, per indurlo alle dimissioni da direttore sanitario). Un secondo filone ha invece interessato la presunta tutela dell’investimento della società Spinosa, con contestazioni di corruzione, falso e truffa. Più recente, infine, l’ipotesi di corruzione elettorale legata alle Comunali di Castel Volturno, con l’ipotizzato sostegno al candidato Pasquale Marrandino. Ora, con l’inchiesta che incrocia le posizioni di Zannini ed Esposito, la Procura amplia ulteriormente il perimetro delle verifiche sui rapporti tra consenso elettorale, assunzioni e atti amministrativi.




















