GIUGLIANO – Si alza il sipario su uno dei processi più delicati e attesi degli ultimi anni a Giugliano, una vicenda giudiziaria che intreccia politica, camorra e imprenditoria e che promette di segnare a lungo la storia amministrativa e istituzionale della città. Con la conclusione dell’udienza preliminare, il procedimento entra ufficialmente nel vivo, portando con sé numeri imponenti e nomi di primo piano. Sono 43 gli imputati complessivi, chiamati a rispondere a vario titolo delle accuse contestate dalla Dda. Per 25 di loro il giudice ha disposto il rinvio a giudizio con rito ordinario, mentre altri hanno scelto di affrontare il processo con rito abbreviato. Un’inchiesta che, fin dalle prime battute, ha scosso profondamente l’opinione pubblica e che ora approda nelle aule del Tribunale di Napoli Nord. Il decreto che dispone il giudizio è stato emesso al termine dell’udienza preliminare svoltasi nella giornata di lunedì. La prima udienza del processo ordinario è fissata per il 22 aprile, davanti alla Sezione 2, Collegio E, del Tribunale di Napoli Nord.
Tra gli imputati figurano nomi che hanno segnato la recente stagione politica giuglianese, a partire dall’ex sindaco Antonio Poziello, insieme all’ex assessore ed ex consigliere comunale Giulio Di Napoli. Rinvio a giudizio anche per gli ex consiglieri comunali Pasquale Casoria, Andrea Guarino e Paolo Liccardo, oltre a una lunga lista di imputati tra cui compaiono Davide Barbato, Michele Barca, Francesco Borzacchelli, Ferdinando Cacciapuoti, Emilia Cante, Antonio Carleo, Oreste Comite, Nunzia D’Alterio, Vincenza Di Girolamo, Giuseppe Di Mattia, Aniello Felaco, Filippo Frippa, Antonio Fusco, Patrizia Giuliano, Jessica Izzo, Massimo Imparato, Ornella Maione, Giuseppe Marino, Francesco Pirozzi, Giuseppe Pirozzi. Un elenco che restituisce la dimensione di un’inchiesta tentacolare, destinata a scandagliare presunti rapporti opachi tra amministrazione pubblica, interessi economici e criminalità organizzata.
Non per tutti, però, il percorso giudiziario proseguirà. Il giudice ha infatti disposto il “non luogo a procedere” per Michele Olimpio e Francesco Vitiello, le cui posizioni sono state stralciate dal procedimento. I due risultano di fatto prosciolti e non saranno giudicati, un primo snodo importante in una vicenda ancora tutta da scrivere. Parallelamente, per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, le udienze sono state fissate per il 13 febbraio e il 4 marzo, date in cui prenderanno la parola gli avvocati difensori. Tra coloro che hanno optato per questo percorso processuale figurano Vincenzo Strino, Andrea Abbate, Nicola Felaco, Alberto Amicone, Francesco Abbate, Giuliano Amicone, Stefano Cecere, Francesco Fusco, Domenico Fuso, Vincenzo Legorano, Francesco Mallardo, Domenico Micillo, Angelo Pirozzi, Domenico Pirozzi, Gaetano Diana e Nicola Napolano. Una scelta che potrebbe condurre, in caso di condanna, a una riduzione della pena, ma che non attenua il peso simbolico e giudiziario dell’inchiesta.
Elemento centrale del procedimento è la decisione del Comune di Giugliano di costituirsi parte civile. Una scelta forte, con cui l’ente intende tutelare la propria immagine e quella dei cittadini, segnando una netta linea di distanza rispetto ai fatti contestati. Un atto che assume anche un valore politico e morale, in un processo che ha inciso profondamente sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Compongono il collegio difensivo gli avvocati Matteo Casertano, Giuseppe Stellato, Luigi Poziello, Giovanni Lo Russo, Antimo D’Alterio, Michele Giametta, Sergio Aruta, Giovanni Agrusti, Antonio Dell’Aquila, Alessandro Caserta, Giuseppina Di Domenico, Leopoldo Zanni, Salvatore Cacciapuoti, Pietro Ciccarelli, Vincenzo Domenico Ferraro, Luca Gili, NicolaQuatrano, Bruno Cervone, Antonio Verde, Stefano Montone, Paolo De Angelis, Giuseppe Foglia, Alfonso Palumbo, Alba Lopez Tercero Montero, Celestino Gentile e Marcello Severino.




















