NAPOLI – Una spirale di gelosia violenta, culminata in un tentato omicidio il giorno di Natale. Una fuga durata settimane, forse anche oltre i confini nazionali, e una cattura rocambolesca tra i balconi di un palazzo. Si è chiusa con l’arresto di un 50enne napoletano la drammatica vicenda che ha trasformato un giorno di festa in un incubo di sangue nel quartiere Marianella. L’uomo è ora rinchiuso nel carcere di Poggioreale, gravemente indiziato di tentato omicidio aggravato.
Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio del 25 dicembre scorso. Quello che doveva essere un momento di serenità si è trasformato in una scena da film dell’orrore. Secondo quanto ricostruito meticolosamente dai Carabinieri della Stazione di Napoli Marianella, coordinati dalla IV Sezione “Fasce deboli” della Procura partenopea, il 50enne, incapace di accettare la fine della sua relazione, si è introdotto abusivamente nell’abitazione della sua ex compagna. Una volta dentro, la scena che si è trovato di fronte ha scatenato in lui una furia cieca: la donna era in compagnia del suo nuovo partner.
Accecato dalla gelosia, l’uomo non ha esitato. Si è diretto verso la cucina, ha afferrato un grosso coltello con una lama di ben 32 centimetri lasciato sul lavello e si è scagliato contro il “rivale”. Un solo fendente, sferrato con violenza inaudita, ha raggiunto la vittima alla schiena, provocandogli una ferita profonda e gravissima. Mentre l’aggressore si dileguava, facendo perdere le proprie tracce, il ferito, nonostante il dolore e il sangue che perdeva copiosamente, ha avuto la forza di trascinarsi fuori dall’appartamento e raggiungere la vicina caserma dei Carabinieri di Marianella per chiedere aiuto.
Da lì è scattata la macchina dei soccorsi. L’uomo è stato immediatamente trasportato in codice rosso all’Ospedale “Antonio Cardarelli”, dove i medici lo hanno ricoverato in prognosi riservata, lottando tra la vita e la morte.
Nel frattempo, per l’aggressore era iniziata la latitanza. Gli inquirenti hanno ipotizzato che l’uomo, che per motivi di lavoro si sposta frequentemente, potesse aver trovato rifugio anche all’estero per sfuggire alla giustizia. Ma la sua fuga è terminata nei giorni scorsi. Forse sentendosi più sicuro, il 50enne è tornato nel suo quartiere, Piscinola. Un ritorno che non è passato inosservato agli occhi attenti dei Carabinieri della locale stazione, che da settimane lo stavano braccando. Una volta individuato, l’uomo ha tentato un’ultima, disperata mossa per sottrarsi all’arresto, provando a scappare arrampicandosi sui balconi delle abitazioni vicine. Un tentativo breve e vano: i militari lo hanno bloccato, ponendo fine alla sua fuga.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli, è stato eseguito un fermo di indiziato di delitto. L’uomo è stato tradotto presso la casa circondariale di Poggioreale. Il Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) del Tribunale di Napoli ha successivamente convalidato il fermo e disposto la misura della custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di fuga.
Il destinatario del provvedimento è persona sottoposta alle indagini e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva.



















