Magliocca, s’indaga sui concorsi truccati. 12mila euro dalla ditta Gnc al Gladiator e il figlio dello sponsor assunto in Provincia

507
Giorgio Magliocca a Bruxelles
Giorgio Magliocca a Bruxelles

CASERTA – C’è un capitolo che intreccia sponsorizzazioni sportive e concorsi pubblici nell’inchiesta che coinvolge l’ex presidente della Provincia Giorgio Magliocca. E al centro di questo spaccato investigativo compare un bonifico da 12.200 euro versato da una ditta, la Gnc Srl, alla Gladiator Juniores. La causale indicata era: “Pubblicità settore giovanile anno calcistico 2022-2023”.

Il leitmotiv dell’indagine che ha portato la Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruni, a chiedere l’arresto dell’ex sindaco di Pignataro Maggiore (istanza respinta dal gip) riguarda le presunte ingerenze dell’ex presidente sui dirigenti, affinché affidassero lavori sotto soglia a società da lui indicate che – secondo l’accusa – sponsorizzavano squadre di calcio nelle quali giocava uno dei suoi figli. I carabinieri del Nucleo investigativo di Aversa, ricostruendo le sponsorizzazioni della squadra juniores per verificare eventuali collegamenti con affidamenti di lavori pubblici, sostengono però che nel caso Gnc il meccanismo sarebbe diverso: quella somma viene letta come un “corrispettivo” riconducibile – secondo la tesi investigativa – al presunto “interessamento” di Magliocca per il concorso bandito dalla Provincia al quale partecipava Giuseppe Santangelo, figlio del legale rappresentante della società, Nicola Santangelo.

Un dettaglio ritenuto significativo dagli inquirenti è che il bonifico, pur formalmente destinato al settore giovanile, sarebbe stato indirizzato proprio alla squadra nella quale giocava il figlio di Magliocca. Dagli accertamenti emerge che la Gnc, pur operando nel settore edilizio, non avrebbe ricevuto affidamenti né dalla Provincia né dal Comune di Pignataro, elemento che – sempre stando all’impostazione dell’indagine – rafforzerebbe l’ipotesi di un versamento non legato a rapporti contrattuali. Nel quadro ricostruito viene evidenziato anche il contesto interno all’Ente: la moglie di Nicola Santangelo risulta dipendente dell’ufficio legale della Provincia. Nelle dichiarazioni rese ai pm, il dirigente
Paolo Madonna, interrogato dai pm, ha riferito di non aver avuto affidamenti con Gnc nel suo settore, ma ha ricordato che il figlio del titolare vinse il concorso indetto dalla Provincia.

In un successivo interrogatorio, lo stesso dirigente ha raccontato che Magliocca gli avrebbe proposto di entrare in commissione, prospettando – secondo la sua lettura – una possibile “opportunità” per “sistemare” il figlio del dirigente: frase che Madonna non ha definito una battuta, ma una “proposta tra le righe”. Il dirigente Giovanni Solino ha dichiarato ai magistrati di aver evitato incarichi in commissioni proprio per timore di pressioni, riferendo un episodio del 2022 in cui Magliocca gli avrebbe chiesto di partecipare a una commissione concorsuale, indicando anche un orientamento sugli esclusi. Anche il dirigente Gerardo Palmieri, presidente di commissione in un concorso per istruttore tecnico, ha spiegato ai pm che Magliocca si sarebbe informato sull’andamento delle prove del candidato Santangelo, chiedendo “un occhio di riguardo” e segnalando la necessità di verificare che il giovane fosse preparato.

Un passaggio chiave, per gli investigatori, riguarda i messaggi estratti dal telefono di Palmieri: chat con Nicola Santangelo nelle quali si parla di un errore nella domanda del candidato (indicazione della riserva militari) e della possibilità per il figlio di “assistere” agli orali. Conversazioni che, sommate alla tempistica del bonifico – collocato nel periodo compreso tra la preselettiva e le prove successive – vengono lette come tasselli di un quadro unico. Nicola Santangelo, sentito a sommarie informazioni, avrebbe fornito spiegazioni ritenute poco convincenti dagli inquirenti: ricordi vaghi sulla sponsorizzazione, nessuna particolare passione sportiva dichiarata e nessuna verifica, a suo dire, del ritorno pubblicitario.

L’impostazione investigativa, in sintesi, è che la sponsorizzazione alla Gladiator Juniores (la società è estranea all’inchiesta) sarebbe stata funzionale a ottenere un’intercessione di Magliocca rispetto al percorso concorsuale. Si tratta, allo stato, di ipotesi accusatorie che dovranno essere vagliate nelle sedi giudiziarie. Come detto, il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha respinto la richiesta di arresto e contro questa decisione il pubblico ministero Giacomo Urbano ha presentato ricorso al Tribunale di Napoli in funzione di appello: i giudici partenopei affronteranno il caso a inizio marzo. La Procura contesta a Nicola Santangelo il reato di corruzione (ma ha ritenuto di non avanzare proposta di misura cautelare): il figlio dell’imprenditore e la moglie emersi nell’inchiesta, invece, non risultano indagati. Giorgio Magliocca e gli altri sotto inchiesta sono da ritenere innocenti fino a eventuale sentenza di condanna irrevocabile. Le tesi della Procura dovranno naturalmente essere vagliate nelle opportune sedi giudiziarie, in caso di processo.

Appalti, nuove accuse a Magliocca. E spunta un presunto affidamento al figlio di Colombiano…

La Procura insiste: chiesto l’arresto di Giorgio Magliocca

Gli investigatori: i lavori alle scuole di Capua ostacolati da Magliocca per antipatie politiche….

Assunzioni in Provincia, Magliocca nei guai. L’assessore di Vitulazio Di Gaetano avrebbe reclamato una…

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome