NAPOLI – Emergono nuovi dettagli sull’operazione condotta dagli agenti di polizia nella mattinata di martedì che ha portato all’arresto di 28 persone indagati ritenuti vicini al gruppo Amato Pagano. L’inchiesta fa luce su un sistema criminale articolato e radicato nel territorio capace di gestire traffici di droga su larga scala e di esercitare un controllo violento sulle aree di riferimento. Tra gli arrestati figurano soggetti riconducibili al gruppo degli Abbasc Miano accusati di aver esploso colpi di pistola a scopo intimidatorio. Un segnale chiaro di come la gestione del territorio e delle attività illecite fosse accompagnata da azioni dimostrative volte a riaffermare la propria supremazia criminale e a scoraggiare eventuali interferenze da parte di gruppi rivali.
Le indagini hanno ricostruito l’esistenza di una fiorente piazza di spaccio attiva a Scampia in un’area conosciuta come Trentatré diventata nel tempo un punto di riferimento per l’acquisto di sostanze stupefacenti. Lo spaccio non si limitava alla vendita al dettaglio in strada ma si avvaleva anche di un sistema di consegne a domicilio particolarmente efficiente che consentiva di raggiungere diversi quartieri della città e della periferia nord.
Le sostanze venivano recapitate direttamente ai clienti nelle zone di Chiaiano Miano e Colli Aminei a dimostrazione di un’organizzazione ben strutturata capace di muoversi rapidamente e di eludere i controlli. Secondo gli investigatori il gruppo poteva contare su una rete logistica collaudata con ruoli ben definiti tra chi si occupava della gestione degli ordini chi delle consegne e chi del controllo del territorio. Dalle attività investigative è emerso inoltre che gli Amato Pagano sarebbero stati destinatari di ingenti quantitativi di cocaina e kobret sostanze che venivano poi smistate e distribuite alle principali piazze di spaccio non solo di Napoli ma di gran parte della Campania.





















