MASSA DI SOMMA – Un furto notturno, un bottino esiguo e un nascondiglio tanto disperato quanto inefficace. Si potrebbe riassumere così l’epilogo dell’operazione che ha visto i Carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio denunciare un 40enne del posto, resosi protagonista di un maldestro colpo ai danni della casa comunale. Una vicenda che mescola la cronaca di un reato predatorio con un finale quasi tragicomico, che ha visto l’uomo tentare un’improbabile fuga dalla giustizia rannicchiandosi nel cassettone del proprio letto.
Tutto ha inizio nel cuore della notte tra mercoledì e giovedì. L’uomo, un volto già noto negli archivi delle forze dell’ordine, decide di prendere di mira il municipio di Massa di Somma. Agendo con il favore delle tenebre, forza la porta d’ingresso principale della struttura, introducendosi nei locali che ospitano la sede della Protezione Civile e, soprattutto, l’Ufficio Anagrafe. È qui che concentra le sue attenzioni. Dopo aver rovistato frettolosamente, riesce a individuare la cassa e ad appropriarsi del contante contenuto al suo interno: un magro bottino di circa 300 euro, probabilmente il fondo cassa per le operazioni quotidiane dello sportello. Racimolati i soldi, si dilegua nella notte, lasciandosi alle spalle una porta danneggiata e gli uffici a soqquadro.
L’uomo, però, non ha fatto i conti con l’occhio elettronico che veglia sulla zona. Le telecamere di videosorveglianza, sia comunali che private, hanno ripreso distintamente le fasi del suo raid notturno. Per i Carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio, giunti sul posto per i rilievi dopo la segnalazione del personale comunale, è stato un lavoro rapido e meritorio. Analizzando i filmati, i militari hanno riconosciuto senza ombra di dubbio il 40enne, la cui fisionomia era a loro ben nota per precedenti vicende. L’indagine lampo ha permesso di chiudere il cerchio in poche ore, individuando con certezza l’abitazione del presunto ladro.
Ma è qui che la storia assume contorni surreali. Forse suggestionato da recenti fatti di cronaca, come l’arresto di un catturando napoletano scovato in un nascondiglio simile appena due giorni prima, il 40enne ha pensato di poter replicare la stessa, fallimentare, strategia. Quando i Carabinieri hanno bussato con decisione alla sua porta di casa, qualificandosi a gran voce, l’uomo è stato colto dal panico. Invece di affrontare le proprie responsabilità, ha optato per una soluzione da film: sollevare il materasso del letto matrimoniale e nascondersi nel vano contenitore sottostante, sperando di non essere trovato.
Una speranza vana. Una volta entrati nell’abitazione per eseguire la perquisizione, i militari hanno notato l’atteggiamento nervoso dei familiari e hanno ispezionato meticolosamente ogni stanza. Il letto matrimoniale, apparentemente in ordine, ha destato qualche sospetto. È bastato sollevare la rete e il materasso per svelare il nascondiglio e trovare l’uomo, rannicchiato su se stesso nel tentativo di rendersi invisibile. La sua goffa fuga è terminata in quel preciso istante. Accompagnato in caserma per le formalità di rito, il 40enne è stato denunciato in stato di libertà. Ora dovrà rispondere davanti all’autorità giudiziaria delle pesanti accuse di furto aggravato dalla violenza sulle cose e danneggiamento.






















