CASANDRINO – Una serata di terrore, seguita da un inseguimento a folle velocità degno di un film d’azione. Si è conclusa con tre arresti l’operazione lampo dei Carabinieri che ha messo fine alla fuga di una giovane banda di rapinatori, sospettata di essere l’autrice di una serie di colpi ai danni di supermercati dell’hinterland napoletano. In manette sono finiti Guido Semprebuono, 19 anni, Giacomo Grappa, che domani compirà 22 anni, e un complice di appena 17 anni.
Tutto ha inizio nella prima serata di ieri a Casandrino, in Via Paolo Borsellino. Tre individui, con i volti coperti per non essere riconoscibili, fanno irruzione in un supermercato. Uno di loro brandisce un coltello, minacciando le cassiere e seminando il panico tra i clienti. In pochi, concitati istanti, arraffano l’incasso della giornata, circa 900 euro, e fuggono all’esterno, dove li attende una Lancia Y pronta per la fuga.
Ma non hanno fatto i conti con la rapidità della macchina della giustizia. Mentre l’auto sgomma via, un militare della centrale operativa di Caivano ha già annotato la targa del veicolo, facendo scattare immediatamente la nota di ricerca a tutte le pattuglie sul territorio. L’allarme è chiaro e urgente: una Lancia Y corre ad alta velocità in direzione di Sant’Antimo, gli occupanti sono pericolosi e armati.
Il destino della banda si compie pochi istanti dopo. Un carabiniere della tenenza di Sant’Antimo, mentre sta ancora finendo di annotare la targa segnalata via radio, vede sfrecciare l’auto dei fuggitivi proprio davanti alla caserma. È una frazione di secondo: prima marcia ingranata, lampeggianti e sirene accese, e lo stridio degli pneumatici sull’asfalto dà il via a un inseguimento mozzafiato.
Per sei chilometri, le strade tra Casandrino e Sant’Antimo si trasformano in un circuito di follia. La Lancia Y sfreccia tra le auto nel traffico, invade i marciapiedi, costringendo i pedoni terrorizzati a gettarsi di lato per evitare di essere travolti. Ma attorno ai fuggitivi la maglia dei Carabinieri si stringe sempre di più. Mentre la gazzella di Sant’Antimo è alle loro calcagna, una pattuglia della sezione radiomobile di Giugliano arriva in senso opposto, tagliando loro ogni possibilità di procedere oltre.
La fuga termina bruscamente, in una scena da film: tre freni a mano tirati quasi in contemporanea e sette sportelli che si spalancano. I tre rapinatori tentano un’ultima, disperata mossa, affidandosi alle proprie gambe. Ma il loro tentativo di dileguarsi a piedi dura poco. Nonostante la giovane età, i militari si dimostrano più allenati e veloci, bloccandoli dopo una breve corsa.
Una volta fermati, i tre vengono perquisiti. Addosso hanno l’intera refurtiva, 900 euro appena sottratti alle cassiere, oltre a un cacciavite e al coltello usato per la rapina. Per Guido Semprebuono, Giacomo Grappa e il 17enne scattano le manette. Le accuse sono pesantissime: concorso in rapina aggravata, porto abusivo di armi, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione, probabilmente relativa all’auto utilizzata per il colpo.
I due maggiorenni sono stati tradotti in carcere, mentre il minorenne è stato affidato al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. Ma per loro i guai potrebbero non essere finiti. Gli investigatori sono ora al lavoro per documentare il loro coinvolgimento in almeno altre quattro rapine, commesse nelle scorse settimane con modalità identiche: stessa auto, stessi obiettivi e, si presume, la stessa spregiudicata violenza.























