NAPOLI – Un passato che sembrava sepolto sotto quasi due decenni di polvere, ma che ieri è tornato a presentare il conto in maniera inesorabile. Si sono aperte le porte del carcere per un uomo di 60 anni, residente a Sant’Antimo, raggiunto da un ordine di carcerazione definitivo per un reato commesso nel lontano 2008. A mettere la parola fine a questa lunga vicenda giudiziaria sono stati gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Frattamaggiore, che hanno eseguito il provvedimento nella giornata di ieri.
L’uomo, oggi sessantenne, dovrà espiare una pena residua di 4 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di bancarotta fraudolenta. Un’accusa pesantissima che lo riporta indietro nel tempo, a un crac finanziario avvenuto a Napoli diciotto anni fa. Secondo quanto ricostruito nel corso di un lungo e complesso iter processuale, l’allora imprenditore si sarebbe reso responsabile di manovre illecite volte a dissipare il patrimonio della sua azienda, sottraendo beni e risorse ai creditori e portando deliberatamente la società al fallimento.
L’epilogo di questa storia è arrivato con l’emissione, lo scorso 16 gennaio, del provvedimento di esecuzione pene concorrenti da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, specificamente dall’Ufficio Esecuzioni Penali. Un atto che certifica l’irrevocabilità della condanna, dopo che tutti i gradi di giudizio si sono conclusi e la sentenza è passata in giudicato. Per quasi un ventennio, l’uomo ha potuto continuare la sua vita, forse sperando che la proverbiale lentezza della giustizia italiana potesse portare alla prescrizione o, semplicemente, all’oblio.
Ma la macchina dello Stato, seppur con i suoi tempi, ha completato il suo corso. I poliziotti del commissariato frattese, una volta ricevuto il dispaccio dalla Procura, hanno avviato le attività per rintracciare il condannato. L’uomo è stato localizzato presso la sua abitazione a Sant’Antimo, nell’hinterland nord di Napoli. Gli agenti si sono presentati alla sua porta e, dopo averlo identificato con certezza, gli hanno notificato l’ordine di carcerazione. Espletate le formalità di rito presso gli uffici del commissariato, il 60enne è stato tradotto presso la casa circondariale di Poggioreale, dove ha iniziato a scontare la sua pena.
Questa operazione chiude definitivamente un capitolo di cronaca giudiziaria iniziato quando l’uomo aveva poco più di quarant’anni. Un monito severo che sottolinea come i reati di natura economica e finanziaria, che minano la fiducia nel mercato e danneggiano l’economia sana, non restino impuniti, anche a distanza di molti anni. La giustizia, seppur a volte con un ritardo che può sembrare incolmabile, alla fine riesce a far valere le sue sentenze, assicurando che chi ha violato la legge risponda delle proprie azioni davanti alla collettività.






















