Mondragone. Raid armato in strada, gambizzato 48enne

Indagini tra pista dei furti e ambiente dello spaccio per risalire a movente e responsabili

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Caracciolo e il luogo del raid di piombo
Giuseppe Caracciolo e via Gorizia, il luogo del raid di piombo

MONDRAGONE – Si torna a sparare in città e quello avvenuto in via Gorizia, nella notte tra giovedì e venerdì, ha tutti i contorni di un vero e proprio raid punitivo, un regolamento di conti maturato in un contesto ancora tutto da chiarire.

A farne le spese è stato Giuseppe Caracciolo, 48 anni, raggiunto da colpi di pistola mentre camminava a piedi lungo la strada.
Secondo quanto ricostruito finora, due persone si sarebbero avvicinate alla vittima e, senza lasciare spazio a reazioni, avrebbero esploso quattro colpi di arma da fuoco con una pistola calibro 7,65. Due proiettili non hanno centrato il bersaglio, mentre gli altri hanno colpito l’uomo alla coscia destra e alla caviglia sinistra, facendolo crollare a terra.

Subito dopo l’agguato è scattato l’allarme e sul posto sono intervenuti i soccorsi. Il 48enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Pineta Grande di Castel Volturno, dove è stato sottoposto alle cure dei sanitari. Le sue condizioni non sarebbero gravi e non sarebbe in pericolo di vita.

Resta ora da chiarire il contesto in cui è maturata la sparatoria. Gli investigatori del Reparto territoriale dei carabinieri di Mondragone stanno lavorando su due principali piste, entrambe ancora da verificare. La prima ipotesi riguarda la recente escalation di furti e tentativi di furto nelle abitazioni registrata in città nelle ultime settimane. Secondo gli investigatori, Caracciolo potrebbe avere avuto un ruolo in questo ambito, circostanza tutta da dimostrare, e l’agguato potrebbe quindi rappresentare una sorta di reazione violenta o di avvertimento.

La seconda pista conduce invece al mondo dello spaccio di droga, ambiente nel quale la vittima potrebbe aver avuto frequentazioni o interessi. Anche in questo caso si tratta di elementi ancora in fase di verifica. Altro elemento al vaglio degli inquirenti: la scorsa settimana sarebbe stata vittima di un pestaggio.

Le indagini sono solo all’inizio. Ora toccherà ai carabinieri, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia, ricostruire con precisione dinamica, movente e responsabilità dell’agguato, anche attraverso l’analisi delle telecamere di sorveglianza e l’ascolto di eventuali testimoni.
L’obiettivo è dare un volto ai responsabili e capire cosa si muove dietro l’ennesimo episodio di violenza armata che riaccende l’allarme sicurezza in città.

Spari e violenza tornano a preoccupare la città

Il ferimento di Giuseppe Caracciolo in via Gorizia riaccende l’allarme per il ritorno delle armi da fuoco in città. L’agguato avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì si inserisce infatti in una scia di episodi violenti che negli ultimi anni hanno visto più volte pistole e spari tornare protagonisti sul territorio.

L’episodio più grave risale allo scorso 28 aprile 2025, quando lungo la Domiziana, nei pressi di una stazione di servizio cittadina, l’imprenditore Rosario Pagliaro uccise a colpi di pistola Luigi Magrino al culmine di una lite, un delitto che aveva profondamente scosso la comunità.

A luglio dello stesso anno, invece, alcuni giovani a bordo di uno scooter esplosero colpi di arma da fuoco lungo corso Umberto I, in pieno centro, in quella che gli investigatori hanno definito una ‘stesa’ intimidatoria.

Tornando indietro nel tempo, nella notte tra l’8 e il 9 aprile 2022 spari furono esplosi nei pressi della villa comunale, a pochi passi dal lungomare, dopo una zuffa tra giovani. Resta inoltre impresso nella memoria cittadina l’omicidio di Ferdinando Longobardi, ucciso a colpi di pistola il 4 settembre 2019 nei pressi della sua abitazione.

Più recente, infine, il dramma familiare dell’11 giugno 2024, quando una lite tra due fratelli degenerò nella zona di Pineta Prisconte con l’uccisione di Luigi Cennami a colpi di pistola. Vicende diverse ma accomunate dalla stessa preoccupante facilità con cui le armi tornano a circolare. Un contesto in cui ora gli investigatori cercano di chiarire movente e responsabilità dell’ennesimo episodio di violenza armata registrato in città.

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