L’indagine. Seggi presidiati durante il voto a Castel Volturno: pressioni sugli elettori ai varchi

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L'indagata Anna Giacobbe e la scuola San Rocco
Anna Giacobbe e la scuola San Rocco

CASTEL VOLTURNO – Pagare per ottenere voti: è il tema centrale dell’indagine, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha coinvolto alcuni componenti dell’attuale giunta comunale di Castel Volturno. Secondo l’accusa sarebbe emersa una presunta associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale nella quale avrebbero avuto un ruolo centrale il sindaco Pasquale Marrandino e il suo vice, Giulio Natale. Oltre all’ipotizzata compravendita di voti, le amministrative del giugno 2024 – stando alla tesi investigativa – sarebbero state condizionate anche da un controllo serrato dei seggi, in particolare di quello allestito presso la scuola ‘San Rocco’. Secondo il Nucleo investigativo dei carabinieri di Caserta sarebbe stato organizzato un presidio dei varchi d’accesso con l’obiettivo di controllare e orientare gli elettori in arrivo.

La ricostruzione dei militari dell’Arma descrive un’azione su più fronti: Alessandro D’Alessio (non indagato) avrebbe presidiato l’accesso lato Comune; soggetti non identificati, a bordo di un’Alfa Romeo, avrebbero pattugliato l’ingresso dal lato del cimitero, arrivando – a detta dell’accusa – anche a intimidire due elettori; mentre Anna Giacobbe, con il suo gruppo, avrebbe stazionato nella stradina di accesso al seggio, punto di passaggio per molti votanti.

Giacobbe, madre del candidato – nella coalizione di Marrandino – Francesco Pio Russo (non indagato), è moglie di Enrico Russo, arrestato nel 2006 in un procedimento di mafia e scarcerato poco dopo su ordinanza del Tribunale del Riesame. Più recentemente, nel giugno 2023, è stato raggiunto da un provvedimento di cumulo pene per ricettazione e appropriazione indebita, con una condanna complessiva indicata in cinque anni e otto mesi.

Le indagini si basano anche sulle dichiarazioni rese l’8 luglio 2024 da Anastasia Petrella, candidata sindaco sconfitta al ballottaggio da Marrandino, che ha consegnato video realizzati durante le votazioni, e sulle successive dichiarazioni del candidato consigliere Michele Giuliano, ritenute determinanti dagli investigatori. Oltre a riconoscere Anna Giacobbe, Giuliano ha indicato altri soggetti presenti nel “capannello” davanti al seggio.

Secondo quanto riferito, alcuni elettori venivano fermati nel vicoletto pedonale tra via San Rocco e via Marinella, accompagnati davanti a un uomo che mostrava qualcosa sul telefono e subito dopo ricevevano da Anna Giacobbe una busta bianca. Giuliano riferisce di aver osservato la scena in entrambe le giornate di voto, stimando almeno una ventina di casi simili.

Il contenuto delle buste non è stato accertato, ma negli atti non si esclude potessero contenere un compenso per il voto, ipotesi legata – sempre secondo gli investigatori – al contesto e alla dinamica osservata.

Nell’inchiesta emerge anche un episodio collocato al 24 giugno 2024, relativo al ballottaggio: due elettori sarebbero stati avvicinati da persone a bordo di un’auto che avrebbero chiesto in modo minaccioso per chi stessero andando a votare, sostenendo – in base alla contestazione – che non avrebbero dovuto votare Petrella ma Marrandino, prospettando in caso di vittoria benefici e favori. Nello stesso contesto, Anna Giacobbe avrebbe affiancato i due, rivolgendosi loro e accompagnandoli verso la sede elettorale: una condotta che, per l’accusa, si inserirebbe nel tentativo di condizionare la libertà del voto e turbare il regolare svolgimento delle operazioni elettorali.
Altro segmento del materiale investigativo richiama una vicenda di minacce riferita da Petrella: al centro, un episodio nel quale sarebbe stata rivolta a un elettore l’intimazione a ‘votare bene’, con toni ritenuti intimidatori.

Rilevante, infine, sostiene l’accusa, è l’analisi del traffico telefonico: secondo gli investigatori emergono contatti tra le utenze in uso a Marrandino e Natale e quelle di Anna Giacobbe e di alcune delle persone individuate all’esterno del seggio, concentrati nel periodo della campagna elettorale e fino ai giorni successivi ai ballottaggi.

Nel procedimento risultano indagati, oltre a Marrandino e Natale, anche Michele Cantone e Michele Antolini, indicati dalla Procura come partecipi del presunto sistema di corruzione elettorale, e Anna Giacobbe. Gli altri soggetti citati in relazione alle attività di pattugliamento e presidio dei varchi, allo stato non risultano indagati. Un ulteriore filone ha inoltre portato sotto inchiesta per corruzione anche l’assessore Andrea Maria Scalzone.

Tutti gli indagati restano da considerare innocenti fino a eventuale sentenza di condanna definitiva. Le contestazioni rappresentano una tesi d’accusa che dovrà essere verificata e valutata nelle sedi giudiziarie.

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