Moglie prova a fuggire dopo anni di violenze. Il marito le spara tre colpi: arrestato 57enne a Casal di Principe

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CASAL DI PRINCIPE – Se ieri non si è finita la giornata piangendo un’altra donna uccisa da un uomo, è stato solo per un caso. Un caso e niente di più. Perché un uomo, suo marito, ha comunque sparato. Ha sparato davvero. Con una pistola calibro 9 detenuta illegalmente. Ha sparato contro la donna che aveva sposato. Non è diventato un femminicidio solo perché i colpi non l’hanno presa. Non perché non volesse.
È stato il caso, ancora una volta, a fare la differenza. Quel margine minimo, quasi invisibile, che separa una fuga riuscita da una vita finita. Quel margine che ha permesso alla donna di scappare, di uscire da casa, di arrivare dai carabinieri dopo anni di soprusi, di paura, di silenzi tenuti insieme con la forza di non dire niente. Quel margine che ha permesso a un uomo di non avere sulla coscienza la vita della sua sposa, di non dover affrontare un processo per omicidio.

Il tentato femminicidio si è consumato nella tarda serata di domenica, al termine di una lite familiare degenerata rapidamente. L’ennesima. La donna aveva subito per troppo tempo comportamenti aggressivi senza mai denunciare. Domenica sera, però, qualcosa si è rotto. Era arrivata al limite. Quando l’uomo ha capito che la consorte stava per parlare, che stava per raccontare tutto alle forze dell’ordine, ha reagito nel modo più feroce. Durante il diverbio ha estratto l’arma e ha sparato tre colpi all’interno dell’abitazione, ad altezza d’uomo, mentre la sposa tentava di allontanarsi. I proiettili si sono conficcati in un televisore e in un mobile della cucina. È stato solo un caso se non l’hanno colpita mentre cercava di lasciarsi alle spalle il suo inferno domestico.

La donna è riuscita a mettersi in salvo e ha lanciato immediatamente l’allarme. Dopo aver premuto il grilletto, l’uomo si è allontanato in auto. Poco dopo si è presentato spontaneamente alla stazione dei carabinieri di Casal di Principe, accompagnato dal suo legale, Fabio Ucciero. I militari, con il supporto del nucleo operativo e radiomobile della compagnia, raccolta la denuncia della vittima, hanno proceduto all’arresto del 57enne con l’accusa di tentato femminicidio. Nel corso del sopralluogo nell’appartamento sono stati rinvenuti 28 proiettili dello
stesso calibro, custoditi in una scatoletta. L’arma utilizzata non è stata al momento recuperata.

L’uomo arrestato è fratello di un soggetto già noto alle cronache, perché coinvolto in una recente indagine legata al clan dei Casalesi. Un dettaglio che riporta questa storia dentro un contesto familiare segnato, negli anni, dalla presenza di armi detenute illegalmente: lo stesso fratello, ritenuto vicino alla mafia locale, in passato, era stato arrestato per detenzione illecita di armi. Tornando al tentato femminicidio, informata la Procura di Napoli Nord, i carabinieri hanno disposto il trasferimento dell’arrestato nel carcere ‘Francesco Uccella’ di Santa Maria
Capua Vetere, dove resta detenuto. Una storia che si è fermata un attimo prima. Un passo prima. E che racconta, ancora una volta, quanto sia sottile il confine tra riuscire a scappare e non avere più il tempo di farlo.

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