Marrandino, fari sui finanziatori della campagna per le Comunali a Castel Volturno

L’inchiesta sul primo cittadino: riferimenti a cifre fino a 300mila euro e a una ‘base’ per smistarli

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Marrandino. l'imprenditore Campoli e Giulio Natale
Il sindaco Marrandino. l'imprenditore Campoli e l'assessore Giulio Natale

CASTEL VOLTURNO – Intercettazioni, riscontri fotografici e soprattutto le dichiarazioni di chi la campagna elettorale del 2024 l’ha vissuta in prima persona. È (anche) su questo impianto che si fonda l’indagine, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, tesa a ricostruire un presunto sistema di corruzione elettorale che avrebbe accompagnato le ultime amministrative. Secondo l’ipotesi accusatoria, a trarne beneficio sarebbe stata la coalizione guidata da Pasquale Marrandino (nel tondo), poi risultata vincitrice.

Ampio spazio, nel quadro investigativo, è stato dato alle dichiarazioni dell’ex sindaco Luigi Petrella e dell’ex esponente della sua maggioranza Antonio Luise, entrambi protagonisti – rispettivamente da aspirante primo cittadino e aspirante consigliere – della competizione elettorale del 2024.

Petrella, ascoltato più volte dai magistrati e dai carabinieri di Caserta, ha raccontato di aver appreso dell’esistenza di una rete organizzata per la compravendita di voti, indicando luoghi e modalità. In particolare, ha riferito che dietro il bar ‘Quattro Stagioni’ e presso l’attività commerciale ‘La Sorgente’, riconducibile – a suo dire – a familiari di Marrandino, sarebbero avvenuti incontri e concentramenti di denaro destinato a essere poi distribuito nei quartieri più popolosi della città, da Ischitella a Pinetamare, da Baia Verde alla Destra Volturno.
Secondo Petrella, i fondi sarebbero arrivati da imprenditori che avrebbero finanziato la campagna elettorale del futuro sindaco.
Nel dettaglio, l’ex primo cittadino ha indicato come presunti finanziatori un casertano e Alfredo Campoli, imprenditore di Mondragone (indagato per false fatturazioni e riciclaggio in un altro procedimento), vicino al consigliere regionale Giovanni Zannini, a sua volta indagato – tra l’altro – anche per corruzione elettorale in relazione proprio alle Comunali del 2024 a Castel Volturno.

Petrella ha parlato di un ingente quantitativo di denaro messo in campo, arrivando a stimare l’investimento complessivo in una forbice compresa tra i 200 e i 300mila euro, con la convinzione che tali somme sarebbero state successivamente recuperate attraverso lavori pubblici e incarichi, citando in questo contesto la nomina ad assessore ai Lavori pubblici di Giulio Natale.

Ancora più specifico è il racconto di Petrella su presunti episodi di scambio diretto: elettrodomestici che sarebbero stati distribuiti in cambio dei voti e denaro consegnato a intermediari incaricati di raggiungere gli elettori.

L’ex sindaco ha inoltre indicato alcuni luoghi che, a suo dire, sarebbero stati utilizzati come punti di raccolta e smistamento delle somme, parlando di una base logistica individuata in una residenza, sempre a Castel Volturno. In quella struttura, sempre secondo Petrella, sarebbero confluite somme poi destinate alla distribuzione nei quartieri cittadini tramite intermediari.

Alle sue parole fanno eco quelle di Antonio Luise, che ai pm ha confermato l’esistenza di voci insistenti su finanziamenti occulti provenienti da più società e sul ruolo di soggetti incaricati della distribuzione del denaro. Luise ha indicato pire un possibile tramite tra i finanziatori e chi materialmente avrebbe curato la compravendita dei voti.

Un quadro ulteriormente rafforzato dalle dichiarazioni di altri testimoni, come Francesco Villano, e da un esposto anonimo che – pur con valore probatorio limitato – descrive un sistema analogo fatto di finanziamenti occulti, accordi politici e promesse di incarichi e affidamenti.
Le dichiarazioni di Petrella e Luise sui presunti finanziamenti della campagna elettorale non costituiscono, allo stato, oggetto diretto di contestazione nei procedimenti penali in cui è attualmente coinvolto Pasquale Marrandino e una parte della sua amministrazione. Si tratta di narrati tutti da dimostrare, che nel corso di eventuali approfondimenti potrebbero anche rivelarsi non veritieri o non suffragati da riscontri oggettivi. Ad oggi, tali elementi sono stati utilizzati dagli investigatori per delineare il contesto nel quale si sarebbe mosso Marrandino e alcuni suoi sostenitori.

Sul piano giudiziario resta fermo che le indagini che riguardano l’attuale primo cittadino, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere guidata da Pierpaolo Bruni, con i pm Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, sono tre: una, ancora in corso, relativa a una presunta corruzione legata ai rapporti con l’ingegnere Daniele De Caprio; una seconda, dichiarata conclusa, sull’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, che coinvolgerebbe Marrandino, l’attuale vicesindaco Giulio Natale, Michele Antolini e Michele Cantone; una terza, tuttora in corso, su ulteriori episodi di presunta corruzione nei quali emerge anche l’assessore Andrea Scalzone. Tutti i soggetti citati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza di condanna definitiva.

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