MONTERUSCIELLO – Un’ossessione malata che non si è fermata nemmeno davanti al simbolo della legge e dello Stato. Un uomo di 58 anni, accecato da una furia persecutoria nei confronti della coniuge, ha spinto la sua sfida fino al limite dell’inverosimile, attendendola con spavalderia fuori dal cancello della caserma dei Carabinieri dove la donna aveva appena cercato rifugio. Un gesto di arroganza estrema che gli è costato l’arresto in flagranza di reato per atti persecutori, ponendo fine, almeno per ora, a un incubo fatto di paura e intimidazioni.
La vicenda, che ha trovato il suo epilogo nelle scorse ore a Monterusciello, frazione di Pozzuoli, è il culmine di una lunga e drammatica escalation di violenza psicologica. Le indagini, coordinate con meticolosità dalla Procura di Napoli – IV Sezione Fasce Deboli, specializzata in reati contro le persone vulnerabili, avevano già fatto luce su una condotta ossessiva e reiterata. L’uomo, incapace di accettare la fine della relazione o la volontà della donna, aveva trasformato la vita della sua ex partner in un inferno. Appostamenti sotto casa e sul luogo di lavoro, pedinamenti costanti che la seguivano come un’ombra, e un bombardamento di telefonate e messaggi a ogni ora del giorno e della notte.
Un copione tragicamente noto, che aveva eroso la serenità della vittima, costringendola a vivere in un perenne stato di ansia e terrore. Ogni rumore sospetto, ogni auto che rallentava, ogni volto sconosciuto diventavano fonte di angoscia. La paura di incontrarlo, di subire l’ennesima aggressione verbale o peggio, l’aveva isolata, limitandone la libertà e la quotidianità. Esasperata e terrorizzata, la donna ha compiuto l’ultimo, disperato passo: si è rivolta nuovamente alle Forze dell’Ordine, cercando protezione fisica e un momento di tregua tra le mura sicure della Stazione dei Carabinieri di Monterusciello.
Ma è proprio in quel frangente che la vicenda ha assunto contorni surreali. L’uomo, per nulla intimidito dalla presenza dei militari e incurante di ogni possibile conseguenza, ha continuato la sua azione persecutoria nel modo più sfrontato possibile. Invece di desistere, ha atteso la moglie proprio lì, davanti al cancello pedonale della caserma. Una presenza ostentata, quasi a voler dimostrare che nulla e nessuno potesse fermarlo, una vera e propria sfida lanciata alle istituzioni, consumata sotto gli occhi increduli dei Carabinieri.
I militari, testimoni diretti di quella palese e pervicace condotta criminale, non hanno esitato un istante. Constatata la flagranza del reato e la protervia dell’uomo, sono immediatamente intervenuti, bloccandolo e procedendo al suo arresto. La sua sfida si è infranta contro la prontezza e la determinazione dell’Arma.
Alla luce della gravità dei fatti, dell’escalation di violenza e del concreto e imminente pericolo che la condotta potesse ripetersi con esiti potenzialmente più gravi, l’Autorità Giudiziaria ha disposto per il 58enne la misura più severa: la custodia cautelare in carcere. L’episodio conferma, ancora una volta, come la tempestività dell’intervento e la presenza capillare sul territorio dei Carabinieri rappresentino un presidio fondamentale di legalità e una rete di protezione indispensabile per le vittime di violenza di genere.
Si rammenta, come da prassi, che il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, e che l’indagato è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva di condanna.





















