Olimpiadi, Greenpeace fa guerra all’Eni. Gli attivisti espongono i cerchi olimpici che colano petrolio

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Olimpiadi ed Eni

NAPOLI (Alberto Giordano) – Alcuni attivisti di Greenpeace Italia hanno organizzato una manifestazione in Piazza del Duomo a Milano, in concomitanza con l’arrivo della Fiamma Olimpica. È stata allestita una grande installazione che raffigurava i cinque Cerchi Olimpici mentre colavano petrolio, accompagnata dalla scritta “Sponsored by Eni”. Durante l’azione, gli ambientalisti hanno esposto striscioni con il messaggio “Fuori dai giochi le aziende inquinanti”.

La protesta ha avuto l’obiettivo di contestare la presenza di Eni, colosso del gas e del petrolio, tra i principali partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Secondo l’organizzazione, le attività di Eni e le relative emissioni di gas serra rappresentano una minaccia diretta alla sopravvivenza stessa della stagione invernale e, di conseguenza, dei Giochi.

“È assurdo che fra i principali partner di Milano Cortina figurino aziende che, con le loro emissioni fuori controllo, rischiano di far scomparire il ghiaccio e la neve”, ha dichiarato Federico Spadini della campagna Clima di Greenpeace Italia. Spadini ha aggiunto che Eni è uno dei maggiori responsabili della crisi climatica a livello globale. Per questo ha definito inaccettabile che le sue operazioni di greenwashing “inquinino i valori olimpici del rispetto per le persone e l’ambiente”.

Il greenwashing è la strategia con cui un’azienda promuove un’immagine di sé ecologicamente responsabile senza però attuare reali politiche di sostenibilità. La richiesta principale di Greenpeace è rivolta al Comitato Olimpico Internazionale (CIO): interrompere immediatamente tutte le sponsorizzazioni e le partnership con le aziende legate ai combustibili fossili, a cominciare proprio da Eni. L’obiettivo è quello di salvaguardare l’integrità dei Giochi Olimpici, sia presenti che futuri.

Per sostenere la propria tesi, Greenpeace ha fornito una stima dell’impatto delle attività del gruppo energetico. Le emissioni di Eni previste per il solo 2024, pari a 395 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente a livello globale, potrebbero causare lo scioglimento di 6,2 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Tale quantità corrisponderebbe a oltre la metà (58%) del volume totale dei ghiacciai alpini italiani.

Nei giorni scorsi, l’associazione aveva già inviato una lettera aperta al CIO, chiedendo di escludere le sponsorizzazioni delle aziende fossili, seguendo l’esempio di quanto fatto con l’industria del tabacco a partire dalle Olimpiadi invernali del 1988. Greenpeace Italia ha anche diffuso un video di denuncia che riprende l’immagine dei Cerchi Olimpici che colano petrolio utilizzata per l’installazione milanese.

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