Indagine sull’appalto rifiuti a Castel Volturno, spunta la nomina di Pirozzi

L’accusa: l’incarico all’architetto (non indagato) sarebbe stato concordato per avere il controllo sugli affidamenti

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Il sindaco Marrandino
Pasquale Marrandino, sindaco di Castel Volturno

CASTEL VOLTURNO – La politica indica l’indirizzo, i dirigenti lo traducono in atti tecnici, mantenendo un rapporto neutro con le ditte. Questo, almeno sulla carta, dovrebbe essere lo schema. L’indagine condotta dai carabinieri, che ha acceso i riflettori sulla gestione dell’appalto rifiuti – tra il 2020 e il 2021 – a Castel Volturno, descrive però uno scenario completamente diverso.

Stando a quanto ricostruito dai pm Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, il contesto sarebbe stato caratterizzato da contatti continui e diretti tra esponenti politici del Comune e la società incaricata del servizio di igiene urbana, la Teknoservice. Al centro della ricostruzione c’è Pasquale Marrandino, dal 2024 sindaco, ma all’epoca – durante l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Petrella – presidente del consiglio comunale.

Le intercettazioni collocano l’avvio dei rapporti nella primavera del 2020. Il 28 aprile Nicola Benedetto, presidente della Teknoservice, chiede a Giuseppe Spacone, suo dipendente, di sollecitare il pagamento dei canoni, citando anche Castel Volturno.
Spacone riferisce di aver incontrato il giorno prima un referente politico e di aver incassato rassicurazioni sulla proroga del servizio, tracciando una vera e propria programmazione: proroghe, revoca in autotutela della gara pendente presso la Stazione unica appaltante di Caserta e successiva indizione di una nuova procedura pluriennale.

Il 27 aprile 2020, come emergerebbe dalle captazioni, Marrandino si reca negli uffici Teknoservice nella zona Asi Giugliano-Qualiano per un incontro con Spacone e Alfonso Carriero.

Il giorno successivo i due tornano a sentirsi: il dirigente aziendale chiede notizie, mentre Marrandino fa capire che occorre rivedersi e parlarne anche con il sindaco.

Nelle stesse ore Spacone contatta il direttore generale Alberto Garbarini (non indagato, come non lo sono Petrella e Carriero), dicendosi certo dell’arrivo di una proroga di sei mesi e collegando la questione anche ai rinnovi del personale del cantiere.

Il 29 aprile Carriero comunica a Spacone di avere già in auto l’atto di proroga, non ancora ufficializzato. La proroga, poi formalizzata, sarà di tre mesi, ma gli investigatori sottolineano come il documento circolasse informalmente prima della pubblicazione. In questo quadro, secondo l’accusa, diventa centrale la nomina del nuovo responsabile unico del procedimento. Spacone parla apertamente della necessità di mettere un Rup, indicandolo come la soluzione ai problemi di liquidazioni e gestione degli atti.

È in questo passaggio che entra in scena l’architetto Francesco Pirozzi (non indagato), il cui nome – secondo i carabinieri – circola ben prima dell’avvio della selezione pubblica.

Un ruolo di raccordo viene attribuito a Vincenzo Liccardio (estraneo all’inchiesta), funzionario del Comune di Mugnano di Napoli, che in più conversazioni fa riferimento alla candidatura di Pirozzi e alla necessità di non far scadere l’avviso. Gli incontri tra Spacone e Marrandino proseguono anche fuori dagli uffici comunali, in luoghi riservati come il distributore Q8 sulla Domiziana. Il 16 luglio 2020 il Comune avvia formalmente la procedura selettiva. Pirozzi presenta domanda e, l’11 agosto 2020, il sindaco Petrella firma l’ordinanza con cui gli viene conferito l’incarico di responsabile del 5° Settore Ecologia-Ambiente-Sanità. Pochi giorni dopo, Spacone contatta Marrandino per coinvolgere il nuovo Rup subito nella programmazione del servizio.

Secondo i pm, la scelta di Pirozzi – ancora oggi in servizio al Comune di Castel Volturno – avrebbe garantito alla Teknoservice un interlocutore affidabile, in grado di agevolare proroghe e continuità degli affidamenti. Un intreccio che, per l’accusa, segna il superamento del confine tra indirizzo politico e gestione tecnica di un appalto pubblico. Un intreccio che vede la ditta, desiderosa di aggiudicarsi i lavori, arrivare a incidere anche nella scelta dei responsabili di settore del Comune.

Questo aspetto è uno degli elementi che ha portato la Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruni, a mettere sotto inchiesta per corruzione Marrandino, Benedetto, Spacone, Giuseppe Magno, altro dipendente della ditta, e Umberto Sementini.

Marrandino, stando all’accusa, avrebbe intascato tangenti e ottenuto un lavoro per un suo uomo presso una ditta di rifiuti di Villa Literno – ritenuta in rapporto con la ditta di Benedetto – come contropartita, ipotizza la Procura, per agevolare proprio la Teknoservice negli affidamenti a Castel Volturno. Ribadiamo: a Pirozzi, indicato dai pm, non viene contestato al cun reato.

Marrandino è coinvolto anche in altre tre indagini: una sempre per un’ipotetica mazzetta ricevuta da un ingegnere, Daniele De Caprio, destinatario di incarichi, e altre due per presunta corruzione elettorale legata alla campagna del 2024 che lo ha visto essere eletto sindaco. Logicamente si tratta di ipotesi accusatorie che dovranno essere tutte vagliate in un eventuale processo.
Il sindaco e gli altri sono da considerare innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile.

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