CASERTA – Pochi uscenti e molti nomi nuovi per le elezioni provinciali, ieri alla chiusura della presentazione delle liste. Saranno sei le forze in campo per il rinnovo del Consiglio provinciale, per un totale di 77 candidati. Tre sigle a testa per sostenitori e oppositori del presidente Anacleto Colombiano (nella foto), che non è a scadenza e quindi resterà in carica in ogni caso: si vota solo per il Consiglio. Il presidente può contare sulla sua civica, sul fronte unico della coalizione e sui Liberi e Democratici, organizzati da Luigi Bosco (responsabile campano di Azione) e dal consigliere regionale di Avanti, Giovanni Iovino.
Dall’altra parte non si è formato lo schieramento renziano-mastelliano di Casa Riformista e Noi di Centro, componenti che esprimono tre candidati a testa nel “listone” del Campo Largo, mentre Avanti è riuscita a presentarsi, sia pure con appena otto nomi. Campo Largo non schiera sindaci né, come annunciato, esponenti in quota Cinque Stelle, anche se il Movimento appoggia ufficialmente i candidati. Il Pd esprime sette nomi; tre a testa, come detto, per mastelliani e renziani, due per Alleanza Verdi e Sinistra.
Gli uscenti sono Gaetano Di Monaco, Michele Falco, Giuseppe Guida, Emilio Nuzzo e Cesario Villano. Il centrodestra non ha confermato nessuno, a parte Guida: probabilmente lo schieramento ha preferito far ruotare i consiglieri per dare visibilità a esponenti diversi da quelli attualmente in carica. In corsa sei sindaci: Andrea De Filippo di Maddaloni, Guida di Arienzo, Francesco Luongo di Casaluce, Nuzzo di San Felice a Cancello, Enrico Petrella di Grazzanise e Antonio Scialdone di Vitulazio.
Assenti dal voto, per lo scioglimento, comuni importanti come Caserta e Marcianise. Spicca invece l’ampia partecipazione alle elezioni dei consiglieri di Santa Maria Capua Vetere, ben cinque. Facile prevedere che i consiglieri sammaritani saranno “tirati per la giacca” dai candidati che puntano al loro consenso. Il voto, riservato – in base alla riforma Delrio – a sindaci e consiglieri comunali, sarà ponderato a seconda della popolazione: le fasce sono sotto i 3.000 abitanti, fra i 3.000 e i 5.000, da 5.000 a 10.000, da 10.000 a 30.000 e da 30.000 a 100.000. Il peso di quest’ultima fascia sarà condizionato dallo scioglimento dei Comuni di Caserta e Marcianise.




















