CASTEL VOLTURNO – Un presunto meccanismo corruttivo legato alla gestione del servizio di igiene urbana: è questo il tema dell’indagine, la quarta, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che investe l’attuale primo cittadino, Pasquale Marrandino. Un’inchiesta che prende le mosse da un altro filone, inizialmente concentrato sull’area nord di Napoli. Seguendo però alcuni imprenditori, sarebbero emerse – secondo l’accusa – le ipotizzate condotte illecite che avrebbero coinvolto Umberto Sementini e lo stesso Marrandino, all’epoca vicesindaco, per favorire la Teknoservice.
L’attività investigativa dei militari dell’Arma di Castello di Cisterna avrebbe documentato due episodi corruttivi. L’ultimo, relativo a una tranche da 9mila euro, ha fatto scattare anche il sequestro della somma, poi restituita a chi l’avrebbe incassata in assenza di convalida. Si tratta di un importo che segue quello già documentato – sostengono gli inquirenti – del 22 febbraio precedente, inserito in un presunto sistema illecito legato alla gestione del servizio di igiene urbana.
Il denaro sarebbe stato messo a disposizione da Michele Oliviero (non indagato), gestore di fatto della società Be.Ma. di Villa Literno, per conto della Teknoservice, azienda riconducibile a Nicola Benedetto, impegnata nella gestione, nella proroga del servizio rifiuti a Castel Volturno e nella successiva gara ponte.
Il prelievo dei contanti
Il 18 maggio 2021, tra le 17 e 30 e le 18, Giuseppe Magno, responsabile Teknoservice di Giugliano, si reca – stando a quanto ricostruito dagli investigatori – presso l’impianto Be.Ma. di Villa Literno. Subito dopo si sposta a Pozzuoli, in località ‘La Schiana’, dove incontra una donna, estranea all’inchiesta.
È in quel frangente che un’intercettazione ambientale documenterebbe la presenza, nell’auto di Magno, di 9mila euro in contanti, suddivisi in banconote da 10 e 20 euro. Soldi che, come emerge dal dialogo captato, non gli appartenevano e che sarebbero stati custoditi a casa in attesa di istruzioni per la consegna a persone di Castel Volturno.
Gli investigatori ritengono significativo che Magno, dopo il passaggio in Be.Ma., non abbia fatto rientro a casa prima dell’incontro a Pozzuoli, rafforzando la tesi secondo cui il denaro provenisse direttamente dall’impianto di Villa Literno.
I contatti “in codice” e l’attesa delle istruzioni
La sera stessa, Giuseppe Spacone, dirigente Teknoservice, contatta Magno per sapere se fosse stato chiamato da una persona non meglio identificata. Un colloquio ritenuto dagli inquirenti criptico, ma già emerso in occasione della prima tranche di febbraio, quando Spacone aveva chiesto un segnale dell’avvenuta consegna del denaro. Secondo la ricostruzione investigativa, l’attesa riguardava le istruzioni definitive per il recapito della mazzetta, successivamente individuato in Pasquale Marrandino.
Tra il 20 e il 21 maggio prende forma, stando a quanto emerso dalle intercettazioni, una pianificazione accurata della consegna. Magno chiede alla compagna di poter utilizzare la sua Fiat 500 bianca, fornendo motivazioni ritenute dagli inquirenti pretestuose, come il lavaggio dell’auto.
Parallelamente, in altre conversazioni, Magno parla di un servizio da svolgere inderogabilmente intorno alle 13.30-14, spiegando che avrebbe dovuto cambiare macchina. Un riferimento che ritorna più volte, anche in dialoghi con un altro soggetto, il quale gli suggerisce di mantenere un profilo basso, evitando cellulare e Telepass per non essere tracciato.
Il passaggio del denaro a Giugliano
Il 21 maggio 2021, grazie al dispositivo Gps applicato alla Fiat 500, gli investigatori seguono Magno fino al parcheggio del centro commerciale Auchan di Giugliano, area Leroy Merlin. Qui, intorno alle 14, viene documentato il passaggio di un sacchetto di carta celeste dalle mani di Magno a quelle di Umberto Sementini, già coinvolto nel primo episodio del 22 febbraio.
Sementini, marito dell’allora consigliera, Veronica Sperlongano (estranea all’inchiesta),viene pedinato fino a Castel Volturno e fermato in viale degli Oleandri. Durante il controllo, sotto il sedile dell’auto, viene rinvenuto il sacchetto con 9mila euro in contanti, suddivisi in quattro mazzette da 20 euro e una da 10 euro. Il denaro viene inizialmente sequestrato, ma successivamente restituito per mancata convalida.
I contatti con Marrandino
A rafforzare il quadro, per gli inquirenti, ci sono i contatti diretti tra Magno e Marrandino. Il 20 maggio Magno chiama l’allora vicesindaco chiedendo un incontro per ricevere indicazioni su lavori di pulizia a Castel Volturno. Marrandino, dopo un iniziale momento di incertezza, propone di vedersi negli uffici Teknoservice di Giugliano.
I tabulati telefonici collocano Marrandino proprio in quella zona tra le 11.35 e le 12.34, in coincidenza con la presenza di Magno e Spacone nella sede aziendale.
Il contesto: la gara rifiuti e la proroga
Secondo la ricostruzione investigativa, la seconda tranche di denaro sarebbe intervenuta in una fase cruciale: era in corso l’iter istruttorio della gara “ponte” per il servizio di igiene urbana di Castel Volturno, da oltre 4,3 milioni di euro, bandita dalla centrale Asmel, con scadenza delle offerte fissata al 4 giugno 2021. Pochi giorni dopo la consegna del denaro, con determinazione del 26 maggio 2021, alla Teknoservice viene concessa un’ulteriore proroga di tre mesi del servizio. Per gli investigatori, la tranche da 9mila euro rappresenta la manifestazione concreta di un presunto patto illecito tra referenti della Teknoservice e la classe politica dirigente del Comune di Castel Volturno, fondato sulla gestione e sull’affidamento del servizio rifiuti. In relazione a questa vicenda, i pm hanno iscritto nel registro degli indagati, per l’ipotesi di corruzione, Marrandino, Benedetto, Magno, Sementini e Spacone. Tutti sono da ritenersi innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile.
L’indagine, allo stato, ha portato a perquisizioni e accertamenti preliminari: il suo sviluppo potrebbe chiarire anche l’eventuale estraneità degli indagati ai fatti contestati.
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