L’inferno nelle Torri di Scampia, gli abitanti: “Dimenticati dallo Stato”

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Problemi alle Torri di Scampia
Problemi alle Torri di Scampia

NAPOLI – L’inferno dimenticato delle Torri nel quartiere Scampia. Mentre l’attenzione mediatica è tutta concentrata sull’abbattimento e la rigenerazione delle Vele, a pochi metri di distanza si consuma un dramma silenzioso. È quello delle Torri di Scampia, in particolare della Torre 2, dove vivono famiglie fragili, spesso con persone disabili, abbandonate in edifici fatiscenti.

I residenti chiedono giustizia sociale. Qui ci sono infiltrazioni d’acqua che arrivano ai contatori elettrici, muffa diffusa, pilastri di ferro corrosi, rischio incendio e crolli. Non si parla di degrado estetico, ma di pericolo quotidiano.

Un residente racconta una situazione al limite: genitori entrambi invalidi oltre il 75%, assegnatari regolari dell’alloggio da oltre trent’anni, bollette sempre pagate, ma costretti a vivere nella paura. Non è l’unico caso, segnalano i residenti. A Scampia e Marianella parlano di scale che diventano fiumi durante le piogge, intonaci che cedono, edifici lasciati marcire da decenni di incuria.

Il paradosso è evidente: migliaia di famiglie in graduatoria per una casa popolare, centinaia di alloggi occupati abusivamente, mentre chi rispetta le regole viene lasciato a vivere in condizioni disumane. Serve un intervento immediato: verifiche tecniche urgenti e messa in sicurezza degli edifici, trasferimento delle famiglie fragili in alloggi dignitosi, se necessario. La dignità non può essere selettiva.

Non si può aspettare l’ennesima tragedia per ricordarsi di chi vive nelle Torri. Nel 2022 una tragedia fu sfiorata nella Torre 2 del lotto R: la base dell’ascensore precipitò nel vuoto e solo per fortuna non c’erano persone all’interno. In quel palazzo abitano 44 famiglie, in gran parte anziane e invalide.

«Noi abbiamo fatto delle segnalazioni sulle tre Torri – spiega al telefono il presidente dell’Ottava Municipalità, Nicola Nardella – prima per il T1 e poi per il T2. Serve la riprogrammazione dei solai. Sappiamo che è previsto un intervento. Sappiamo pure che al T1 di recente c’è stato già un adeguamento. Noi possiamo solo sollecitare. Il problema principale lì sono i solai e le infiltrazioni. C’è un problema legato anche alle nuove piogge, sempre più forti e torrenziali, che mettono a dura prova i vecchi edifici. Anche nelle scuole municipali abbiamo questi problemi. C’è il progetto di Restart Scampia con un impegno del sindaco a rafforzare la tutela del patrimonio edilizio. Ma non è semplice, anche perché ci troviamo di fronte a mutamenti climatici evidenti. Non solo: gran parte dell’edilizia di Scampia è datata, richiede costi manutentivi importanti. Bisogna garantire i diritti a tutti, evitando la guerra tra i lotti».

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