Superbonus ‘tarocco’ su case fantasma, confisca per due imprenditori (uno di Curti): danni milionari

216
Operazione della guardia di finanza
Operazione della guardia di finanza

CASERTA – Progetti da finanziare con il superbonus, ma riferiti a Comuni inesistenti: questa l’ipotesi accusatoria che ha portato a una confisca da un milione di euro da parte del Comando provinciale della guardia di finanza. Sono finiti nel mirino crediti d’imposta per interventi edilizi agevolabili con il “Superbonus” per un importo complessivo di un milione di euro in esecuzione di due distinte sentenze irrevocabili di condanna, emesse dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di due imprenditori italiani, uno dei quali è Eugenio Gagliardi di Curti, a seguito del loro patteggiamento per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche.

La confisca fa seguito ad un precedente sequestro preventivo d’urgenza, disposto nell’anno 2023 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed eseguito dalle Fiamme gialle della Compagnia di Capua al termine di un’attività investigativa, che aveva consentito di acclarare che una società, amministrata da uno dei due indagati, aveva generato in maniera del tutto fittizia i crediti attestando, attraverso la produzione di documentazione falsa, l’esecuzione di interventi di riqualificazione energetica mai eseguiti e riferiti ad immobili “fantasma”, alcuni dei quali indicati come presenti sul territorio di comuni soppressi da decenni. Una volta generati, i crediti fittizi venivano ceduti, in parte, dalla società beneficiaria ad un’altra società acquirente, che avrebbe potuto utilizzarli come “moneta fiscale” per il pagamento di debiti tributari o cederli a sua volta ad altri soggetti per le medesime finalità.

Tra le principali irregolarità riscontrate nel corso delle investigazioni, viene segnalato l’inserimento nella documentazione a sostegno dell’ottenimento del beneficio fiscale, di dati catastali riferibili a Comuni soppressi nei primi anni del 1900, come quelli di Albegno, il quale fino al 1928 costituiva un Comune autonomo, quando fu aggregato al comune di Treviolo in provincia di Bergamo, e di Barco, il quale fu Comune autonomo sino al 1927, anno in cui venne aggregato al Comune di Orzinuovi in provincia di Brescia. L’attività, si legge nella nota diffusa ieri, testimonia il costante impegno dell’autorità giudiziaria e della Guardia di finanza nell’azione di contrasto alla criminalità e di recupero delle ricchezze illecitamente accumulate.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome