NAPOLI – Una rissa per futili motivi, il tentativo di riportare l’ordine nel locale e poi la vendetta. È la ricostruzione della questura di una notte ad alta tensione nel cuore della movida napoletana, precisamente in piazzetta San Pasquale, tra vicoletto Belledonne e via Cavallerizza. La polizia di Stato ha tratto in arresto Luciano Lemaire, 21 anni, e Francesco Cascella, 22 anni, ritenuti responsabili di tentato omicidio e porto abusivo di armi da fuoco.
Sempre dagli uffici di via Medina spiegano che tutto ha avuto inizio nella notte tra sabato e domenica. Secondo quanto ricostruito dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e del commissariato San Ferdinando, all’interno di un locale è scoppiata una violenta lite tra alcuni ragazzi. Il proprietario dell’esercizio, in un atto di responsabilità, è intervenuto per sedare la rissa, riuscendo ad allontanare il gruppo più facinoroso dal locale.
Quella che sembrava essere una serata tornata faticosamente alla normalità si è però trasformata in una sorta di spedizione punitiva pochi minuti dopo. Circa venti minuti più tardi, due ragazzi sono arrivati a bordo di uno scooter. Uno di loro, armato di pistola, ha puntato l’arma ed esploso un solo colpo, senza ferire nessuno, ma scatenando il panico tra le centinaia di giovani presenti nel quartiere “bene” della città. Subito dopo l’esplosione, i due si sono dati alla fuga sfrecciando tra i vicoli in direzione di via Cavallerizza.
Gli agenti, giunti immediatamente sul posto, hanno incrociato le testimonianze dei presenti con le immagini del sistema di videosorveglianza urbana e privata, riuscendo in tempi record a dare un volto e un nome ai presunti responsabili. Le ricerche sono terminate poche ore dopo nella zona del Pallonetto di Santa Lucia, dove i poliziotti sono entrati in un appartamento rintracciando sia Lemaire sia Cascella. Per i due è scattato l’arresto e il trasferimento in carcere. Gli agenti hanno informato il magistrato di turno e la loro posizione sarà valutata nelle prossime ore sulla base degli elementi raccolti dalle forze dell’ordine.
Va precisato che i due giovani sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. Intanto l’episodio di sabato notte ha riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla facilità con cui i ragazzi circolano armati nei luoghi della socialità. La comunità dei commercianti di Chiaia si dice sotto shock. «Non si può rischiare la vita per aver fatto il proprio dovere», commentano alcuni colleghi della vittima. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, ma resta la sensazione di una violenza pronta a esplodere per nulla.



















