NAPOLI – Dieci colpi di pistola contro un edificio in via Duomo. L’assalto armato scatta di notte. I proiettili danneggiano un appartamento al terzo piano. Le esplosioni svegliano un intero isolato. I residenti allertano la questura. Siamo a poche decine di metri da Forcella, Spaccanapoli e via San Biagio dei Librai, a circa cento metri dalla cattedrale del Duomo, nel cuore del centro storico. Non ci sono feriti.
Gli agenti della Scientifica effettuano i primi rilievi tecnici: un commando ha esploso almeno dieci colpi di pistola in rapida sequenza. Colpite anche le grate in ferro di altre abitazioni. Gli investigatori della questura esaminano la “mappa” delle parentele e delle presenze nella zona, dove abitano persone imparentate con i Giuliano-Mazzarella. E hanno pochi dubbi: sarebbe stato un avvertimento. Una “stesa” nella notte tra sabato e domenica. Solo i clan possono disporre di un volume di fuoco di questa portata. Non si tratterebbe di una banale lite tra ragazzi o di una discussione per una donna contesa, ma di una questione ben più ampia.
Gli inquirenti sospettano che possa essere la risposta agli spari esplosi al Borgo Sant’Antonio Abate, nella roccaforte del clan Contini, una settimana fa. In quell’occasione furono esplosi sedici colpi di pistola; tre raggiunsero il soffitto di un’abitazione in vico Pergola. Anche allora il volume di fuoco era stato ampio, da primo fronte bellico. La Procura sospetta uno scontro armato tra le nuove leve dei Contini e dei Giuliano-Mazzarella. Di certo, i gruppi di fuoco mostrano un’ampia disponibilità di armi e munizioni. Anche una settimana fa una scarica di sedici proiettili aveva scosso le stradine del centro.
Un assalto che non aveva solo seminato il panico tra i residenti, ma aveva inflitto un colpo duro anche all’economia illegale della zona: dopo la sparatoria, infatti, le fiorenti piazze di spaccio avevano dovuto abbassare le serrande, con perdite ingenti per le casse dei clan. L’allarme era scattato nel cuore della notte, quando le segnalazioni degli abitanti avevano portato i carabinieri della compagnia Stella e della sezione radiomobile in vico Pergola Sant’Antonio Abate. Sul selciato i militari avevano recuperato sedici bossoli, un volume di fuoco considerevole, spesso ritenuto la “firma” delle organizzazioni criminali. Tre ogive avevano infranto i vetri di un appartamento e si erano conficcate nel soffitto mentre gli occupanti dormivano. Gli inquirenti ipotizzano un errore di mira o una traiettoria deviata, ma non tralasciano alcuna pista.



















