NOME E FOTO. Fece da intermediario per le armi ad Afragola: condannato il boss delle truffe sul web

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Sabino Edificante 'o Malese
Sabino Edificante 'o Malese

AFRAGOLA – Sabino Edificante, 42 anni, di Afragola, noto come “’o Malese”, è stato condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione per aver fatto da intermediario nella compravendita di armi destinate al clan Cipolletta, impegnato in una sanguinosa faida contro il gruppo Ferretti-Mascitelli. L’ambiente è quello della mala di Pomigliano d’Arco. Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, il clan Cipolletta aveva urgente bisogno di armi per consolidare il proprio predominio sul territorio e fronteggiare le azioni violente del gruppo rivale. Dopo il sequestro di diverse pistole nel febbraio 2024, Olindo Cipolletta, detto Vincenzo, avrebbe contattato il fratello detenuto Beniamino, detto Mino, per rifornirsi.

Il ruolo chiave nell’operazione, secondo gli inquirenti, sarebbe stato proprio quello di Edificante. “’O Malese” avrebbe preso contatto diretto con un altro soggetto per conoscere i prezzi delle armi, organizzandone poi la consegna al clan. Otto pistole semiautomatiche sarebbero state acquistate grazie alla sua intermediazione, mentre altri indagati si sarebbero occupati del trasporto. Parallelamente, Edificante, già detenuto, avrebbe avuto la disponibilità di un cellulare in carcere, strumento ritenuto fondamentale per coordinare la compravendita e favorire il clan Cipolletta.

L’operazione che ha portato alla sua condanna si inserisce in un’inchiesta più ampia che, nel 2024, aveva condotto all’esecuzione di un’ordinanza cautelare nei confronti di 23 persone: 19 finite in carcere e 4 agli arresti domiciliari, per delitti aggravati dal metodo mafioso. L’indagine aveva ricostruito la lotta tra i clan Ferretti e Cipolletta per il controllo del territorio e del mercato della droga, segnata da incendi, azioni di fuoco e tentati omicidi ai danni di appartenenti al gruppo rivale.

La storia di “’o Malese” non è solo quella di un presunto affiliato al clan. Anni fa aveva conquistato una certa popolarità sui social, in particolare su YouTube, dove pubblicava video mostrando montagne di banconote, risse virtuali e presunte truffe ai danni di anziani con la tecnica del “Ciao ciao”. Fingendosi un figlio o un conoscente delle vittime, le avrebbe convinte ad acquistare cassette di frutta a prezzi esorbitanti, soprattutto nel Nord Italia. Molti, inizialmente, pensavano si trattasse di un personaggio costruito ad arte, fino a quando nel 2022 la polizia lo arrestò nei pressi di un concessionario di Sant’Anastasia, individuando il luogo grazie all’ultimo video pubblicato sui social. Era ricercato per una precedente condanna a 5 anni e 4 mesi per truffe, spendita di monete false e fuga dopo un incidente stradale con feriti.

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