Devasta un hotel e fugge con le birre: la folle notte di un 26enne, bloccato con una bottiglia in mano

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

GIUGLIANO IN CAMPANIA – Sembra l’incipit di un film d’azione americano di serie B, di quelli dove il protagonista, un antieroe solitario e tormentato, annega i dispiaceri nell’alcol prima di una resa dei conti. Si potrebbero quasi sentire le frasi fatte, pronunciate con voce roca: “Hai alzato il gomito, fratello?”. Ma la scena del crimine non è un motel malfamato sulla Route 66, né un grattacielo di New York. Siamo a Giugliano in Campania, in via Carrafiello, un’arteria isolata nella campagna di Varcaturo, dove la finzione cinematografica ha lasciato il posto a una realtà tanto violenta quanto grottesca.

La follia è esplosa nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile 2026. Protagonista un ragazzo di 26 anni, del posto, il cui nome non è stato ancora reso noto dalle autorità. In preda ai fumi dell’alcol, l’uomo ha seminato il panico all’interno di un noto hotel della zona. La sua furia cieca si è abbattuta prima sugli arredi: la sala principale è stata letteralmente messa a soqquadro, trasformata in un campo di battaglia. Non contento, il giovane ha proseguito la sua opera di distruzione al primo piano, danneggiando porte, sfondando pareti e mandando in frantumi vasi e suppellettili lungo il corridoio.

Il personale della reception, terrorizzato, ha vissuto minuti di puro terrore. Il 26enne, non pago della devastazione, li ha affrontati direttamente, passando dalle urla sconnesse alle minacce esplicite, fino all’aggressione fisica. È a quel punto che è partita la chiamata disperata al 112.

L’arrivo di una pattuglia dei Carabinieri della stazione locale, anziché calmare gli animi, ha innescato la seconda parte del “film”. Alla vista delle divise, il giovane non ha esitato. In un ultimo gesto di sfida, si è diretto verso il bar dell’hotel, ha afferrato un carico di sei bottiglie di birra da 33cl e si è dato alla fuga, come un rapinatore con un bottino decisamente insolito.

È scattato così un inseguimento, non tra i canyon urbani di Manhattan, ma tra le strade buie e silenziose della campagna giuglianese. Una corsa breve, ma surreale. I militari, seguendo le tracce dell’uomo, lo hanno raggiunto e bloccato poco distante. La scena che si sono trovati davanti è stata l’emblema di una notte tragicomica: il 26enne, ansimante e ancora in stato di alterazione, aveva già stappato e consumato una delle birre del suo bottino. L’ultimo, amaro sorso di libertà prima che scattassero le manette.

Condotto in caserma, per lui l’accusa è pesantissima: rapina aggravata. La violenza e le minacce usate contro il personale per assicurarsi la fuga con la refurtiva hanno infatti trasformato quello che poteva essere un reato di danneggiamento e furto in un crimine ben più grave. Su disposizione del magistrato di turno, per il giovane si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale. I Carabinieri hanno recuperato e restituito al proprietario dell’hotel le cinque bottiglie di birra superstiti, testimoni silenziose di una notte di ordinaria, assurda follia.

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