GRICIGNANO DI AVERSA (CE) – Si è presentata alla porta di un’anziana signora vestendo i panni, tanto rassicuranti quanto fasulli, di un Maresciallo dei Carabinieri. Con freddezza e abilità manipolatoria, l’ha convinta che il marito fosse stato arrestato e che solo una cospicua somma di denaro e tutti i gioielli di famiglia avrebbero potuto scagionarlo. Una truffa odiosa, perpetrata ai danni di una delle fasce più fragili della popolazione, che si è conclusa oggi con l’esecuzione di una misura cautelare.
Al termine di una meticolosa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i Carabinieri della Compagnia di Marcianise hanno infatti notificato a una donna un’ordinanza applicativa dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli Nord, la riconosce come gravemente indiziata del reato di “truffa aggravata agli anziani”.
L’indagine, condotta con tenacia dal personale della Stazione Carabinieri di Gricignano di Aversa, era scattata lo scorso ottobre 2025. Tutto ha avuto inizio da una denuncia, quella di un’anziana donna caduta nella rete di un raggiro ben orchestrato, noto alle cronache come la truffa del “finto Carabiniere”. I militari dell’Arma, partendo da quel singolo, doloroso episodio, sono riusciti a ricostruire l’intero modus operandi della banda.
Secondo l’ipotesi accusatoria, avvalorata in pieno dal GIP, lo schema era collaudato. La truffa iniziava con una telefonata. All’altro capo del filo, un complice dell’indagata, ancora in fase di identificazione, si spacciava per un operatore delle forze dell’ordine. Con tono concitato e drammatico, comunicava alla vittima di turno una notizia terribile e falsa: l’arresto di un familiare stretto, in questo caso il marito, a seguito di un grave incidente. Per evitare il carcere e risolvere la situazione, era necessario pagare immediatamente una sorta di “cauzione”, consegnando tutto il denaro e i preziosi disponibili a un collega che sarebbe passato di lì a poco per il ritiro.
Qui entrava in scena l’indagata. Era lei il volto della truffa, la finta “Marescialla” incaricata di finalizzare il colpo. Raggiungeva l’abitazione della vittima, ormai in preda al panico e all’ansia, e con studiata professionalità si faceva consegnare il bottino. Approfittando senza scrupoli dell’età avanzata della signora e della fiducia che l’uniforme, seppur solo evocata, ispira, riusciva a carpirne la fiducia e a farsi consegnare soldi e monili, per poi dileguarsi nel nulla.
A tradirla, però, sono state le immagini. Determinanti per la sua identificazione si sono rivelati i filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza della zona. Gli investigatori, attraverso un’analisi certosina dei fotogrammi, sono riusciti a dare un volto e un nome alla finta marescialla, raccogliendo prove schiaccianti a suo carico. L’indagine prosegue ora per assicurare alla giustizia anche i complici che agivano al telefono, chiudendo definitivamente il cerchio su questa spregevole attività criminale.


















