Il Monza ha completato la sua rapida risalita, conquistando la promozione in Serie A dopo aver vinto i playoff di Serie B. Un traguardo raggiunto appena un anno dopo la dolorosa retrocessione, che testimonia la solidità e la determinazione del progetto sportivo brianzolo.
La stagione appena conclusa ha rappresentato un percorso a due facce per la squadra. Dopo la delusione per la discesa in Serie B, la società ha avviato una nuova fase affidando la panchina a Bianco, con l’obiettivo dichiarato di un immediato ritorno nella massima serie. Il campionato ha visto i biancorossi lottare costantemente per le posizioni di vertice, sfiorando la promozione diretta fino alle ultime giornate.
Nonostante l’obiettivo sia sfumato sul rettilineo finale, il Monza non ha perso la concentrazione e ha affrontato i playoff con grande carattere. La squadra ha superato tutti i turni degli spareggi, dimostrando una superiorità tecnica e mentale che le ha permesso di festeggiare il meritato ritorno in Serie A, chiudendo un cerchio aperto con l’amarezza di dodici mesi prima.
Questa promozione è l’ultimo capitolo di una storia recente densa di eventi. La svolta epocale per il club è arrivata con l’acquisizione da parte della famiglia Berlusconi e la gestione di Adriano Galliani. La nuova dirigenza ha portato ambizioni, investimenti e una mentalità vincente che hanno trasformato radicalmente il club, culminati nella prima, storica promozione in Serie A nel 2022.
L’esperienza nel massimo campionato è stata intensa e significativa. Il Monza ha affrontato avversari blasonati, ha vissuto i simbolici “derby” contro il Milan e ha persino coltivato il sogno di una qualificazione alla Conference League, sfumata per pochi punti. Un percorso che ha mostrato il potenziale di una realtà capace di competere ad alti livelli.
Tuttavia, la storia del Monza non può essere compresa senza ricordare il punto più basso della sua storia recente. Nel 2015, il club è stato dichiarato fallito, scomparendo dal calcio professionistico. La rinascita è partita dal basso, dai campi dei dilettanti in Serie D, con un percorso lungo e faticoso per ricostruire l’identità e la struttura societaria.
Il ritorno in Serie A, quindi, non rappresenta solo una vittoria sportiva, ma l’ennesima dimostrazione di resilienza di un club che in poco più di un decennio ha conosciuto il baratro del fallimento, l’entusiasmo di una gestione ambiziosa, la gioia della prima volta e ora la forza di rialzarsi immediatamente dopo una caduta.




