L’All England Lawn Tennis Club ha ufficializzato il nuovo montepremi per il torneo di Wimbledon, rispondendo alle recenti discussioni sollevate dai giocatori. La cifra totale raggiungerà i 64,2 milioni di sterline, equivalenti a quasi 75 milioni di euro, con un aumento del 20% rispetto all’edizione precedente. Gli organizzatori hanno definito questo incremento come il più alto su base annua nella storia del torneo.
Nel dettaglio, i vincitori del singolare maschile e femminile riceveranno un assegno di 3,6 milioni di sterline (circa 4,2 milioni di euro), mentre ai finalisti andranno 1,8 milioni di sterline (2,1 milioni di euro). Sono stati previsti aumenti significativi anche per gli altri partecipanti: il compenso per chi esce al primo turno è salito del 21%, attestandosi a 80.000 sterline, e il montepremi destinato alle qualificazioni ha raggiunto i 6,2 milioni di sterline, con una crescita del 25%.
Deborah Jevans, presidente dell’All England Club, ha sottolineato l’impegno del torneo in un programma di crescita sostenibile. Ha dichiarato che questo approccio consente non solo di aumentare i premi, ma anche di investire nelle strutture, nella stagione su erba e nello sviluppo del tennis a livello nazionale e internazionale. Secondo il club, dal periodo della pandemia sono stati investiti quasi un miliardo di sterline in premi, servizi e supporto al tennis britannico. La dirigenza si è detta convinta che, con la continua crescita di Wimbledon, i giocatori continueranno a condividere questo successo.
Tuttavia, queste cifre non sembrano ancora soddisfare pienamente le richieste degli atleti. Il dibattito riguarda la percentuale dei ricavi del torneo destinata al montepremi. Nell’ultima edizione, il torneo ha generato ricavi per 426,5 milioni di sterline (circa 495 milioni di euro), con un utile operativo di 62 milioni di euro. Di questo utile, il 90% è stato trasferito alla federazione britannica (LTA) per finanziare le sue attività, mentre il 10% è stato distribuito al club organizzatore.
Di conseguenza, il montepremi dell’anno precedente, pari a 62 milioni di euro, rappresentava solo il 12,5% dei ricavi totali. Con il nuovo aumento, la quota del montepremi sul fatturato salirà a circa il 15%, ipotizzando ricavi stabili. Questo valore è ancora distante dalla percentuale del 22% richiesta dai tennisti, guidati da figure come Jannik Sinner, che chiedono un allineamento ai tornei dei circuiti ATP e WTA.
Oltre alla questione economica, le richieste dei giocatori includono una maggiore consultazione nelle decisioni strategiche dei tornei e maggiori contributi per fondi pensione, assistenza sanitaria e supporto alla maternità.












