L’allenatore del Napoli ha vissuto la vigilia della trasferta contro il Genoa portando con sé alcuni dubbi di formazione da sciogliere. Nonostante un clima apparentemente sereno, le scelte definitive, soprattutto nel reparto arretrato, non sono ancora state prese, richiedendo un’ulteriore fase di riflessione.
Il ballottaggio principale riguarda il partner di Amir Rrahmani al centro della difesa. A contendersi il posto sono Rafa Marin, difensore di ruolo più puro, e Mathías Olivera, che verrebbe adattato in una posizione non sua naturale ma che offre garanzie di esperienza. L’allenatore valuterà fino all’ultimo chi dei due potrà dare maggiore equilibrio alla squadra in una partita delicata. Su questa incertezza pesa anche l’attesa per Benoît Badiashile. Il suo acquisto è di fatto concluso, ma il club non ha ancora formalizzato l’operazione; di conseguenza, il calciatore è rimasto a Castel Volturno senza potersi allenare con i nuovi compagni. A completare il quadro delle valutazioni difensive si aggiunge un leggero sovraccarico muscolare per Pasquale Mazzocchi, che spinge lo staff a non correre rischi.
Se la difesa presenta delle incognite, dall’infermeria sono invece arrivate notizie estremamente positive e in parte inattese. La lista dei convocati per la sfida di Genova ha infatti registrato due ritorni di grande importanza: quelli di Sam Beukema e David Neres.
La presenza del difensore olandese ha sorpreso molti. Beukema è stato aggregato alla squadra, pur non essendo ancora al massimo della forma fisica. Il suo graduale reinserimento è un segnale incoraggiante e rappresenta un passo cruciale verso il pieno recupero. L’obiettivo è averlo completamente a disposizione per il prossimo impegno ufficiale, l’esordio casalingo contro il Como.
Ancora più significativo è il ritorno in gruppo di David Neres. Il talento brasiliano non giocava una partita ufficiale dallo scorso 14 gennaio, quando disputò uno spezzone di gara contro il Parma. Da allora, un serio problema fisico lo ha tenuto lontano dai campi per oltre sette mesi, facendogli saltare tutta la seconda parte della stagione.
Il suo stop era arrivato nel momento migliore della sua carriera in azzurro, dopo un finale di anno solare in cui era stato decisivo con una doppietta al Bologna e un gol al Milan. Rivederlo sull’aereo con i compagni, pronto a riassaporare il clima della partita anche solo dalla panchina, è un’iniezione di fiducia per tutto l’ambiente. Il suo recupero restituisce al tecnico una pedina fondamentale per fantasia e imprevedibilità nell’ultimo terzo di campo.



