Voci provenienti dalla Spagna su un presunto interesse del Barcellona per Lautaro Martínez si sono rivelate prive di fondamento. La società nerazzurra ha ribadito la propria posizione: l’attaccante argentino è ritenuto incedibile e non esiste alcuna intenzione di avviare una trattativa per la sua cessione.
L’allarme tra i tifosi era scaturito da alcune dichiarazioni del tecnico Christian Chivu, che aveva definito il mercato “bastardo”, sottolineando però la volontà di “tenersi stretto” il proprio capitano. Le sue parole, tuttavia, non indicavano una minaccia concreta, ma riflettevano una visione più ampia sulle dinamiche del calciomercato.
Di fatto, non c’è stato alcun contatto ufficiale tra l’Inter e il club catalano. La dirigenza interista considera Lautaro un pilastro del progetto, soprattutto a pochi giorni dalla chiusura della sessione estiva di trasferimenti. Ogni discussione è quindi esclusa in partenza.
Un ostacolo insormontabile è rappresentato anche dall’aspetto economico. La valutazione di Lautaro Martínez si attesta intorno ai 100 milioni di euro, una cifra che il Barcellona difficilmente potrebbe sostenere, considerando le recenti difficoltà finanziarie e l’investimento già fatto per altri giocatori.
Il club spagnolo sta infatti incontrando ostacoli nella trattativa per Mikel Oyarzabal della Real Sociedad, la cui clausola da 75 milioni è già ritenuta eccessiva. Questo dato rende ancora più improbabile un assalto per l’attaccante argentino, il cui valore è nettamente superiore.
Le parole di Chivu vanno quindi interpretate in un altro modo. L’allenatore ha voluto da un lato riaffermare l’importanza del suo capitano come simbolo del club, dall’altro esprimere il proprio disappunto per la gestione delle trattative nel calcio moderno, dove le indiscrezioni possono destabilizzare l’ambiente.
Non è la prima volta che il tecnico usa toni simili. Già in una precedente sessione di mercato, di fronte al mancato arrivo di un rinforzo richiesto, aveva usato la stessa espressione. In quel caso, la frustrazione era legata a un’esigenza tecnica non soddisfatta; in questo, al fastidio generato da semplici voci senza offerte reali.






