Spalletti-Alvini: sfida tra amici nati in Toscana

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Cronache sport calcio
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Luciano Spalletti e Massimiliano Alvini si sono ritrovati avversari in panchina per la seconda volta in Serie A. Un incontro che ha riportato alla mente l’inizio di un’amicizia nata quasi per caso oltre trent’anni fa, nel 1992, in uno studio di fisioterapia a Pistoia.

All’epoca, Spalletti era un fantasista a fine carriera approdato in Serie C, mentre Alvini era un giovane centrocampista dilettante. Entrambi erano lì per recuperare da alcuni acciacchi fisici. A raccontare l’episodio è stato lo stesso Alvini: “L’amicizia con Luciano è iniziata quando lui era un giocatore dell’Empoli e io del Firenze Ovest. Ci siamo ritrovati a fare riabilitazione insieme”.

Nonostante una differenza di undici anni, i due condividevano molto più dei problemi fisici. Sono nati entrambi in Toscana, a meno di 40 chilometri di distanza: Spalletti a Certaldo, il paese di Boccaccio, e Alvini a Fucecchio, luogo d’origine di Indro Montanelli.

Le loro carriere da allenatori, pur con le dovute distinzioni, presentano notevoli somiglianze, entrambe caratterizzate da una lunga gavetta e da una scalata dal basso. Spalletti, tra il 1995 e il 1998, ha guidato l’Empoli in una doppia promozione dalla Serie C alla Serie A, ottenendo anche una tranquilla salvezza.

Alvini, dal canto suo, ha compiuto un’impresa sportiva con il Tuttocuoio, un piccolo club di Ponte a Egola. Tra il 2008 e il 2015, lo ha portato dalla Promozione, sesta categoria del calcio italiano, fino alla Serie C. Nel 2010 ha persino centrato un “Triplete” in Eccellenza, vincendo campionato, Coppa Toscana e Coppa Italia nazionale.

Il talento di Alvini non è mai passato inosservato, neppure a Spalletti. “Lo conosco bene, la tribuna era piena di altri allenatori per vedere cosa faceva lui in allenamento”, ha ricordato nel 2022 l’attuale Commissario Tecnico della Nazionale, prima di affrontarlo con il Napoli.

D’altronde, l’allenatore del Frosinone ha sempre dimostrato un approccio innovativo al gioco. “Il calcio d’inizio battuto in fallo laterale, come fa il Psg, modestamente lo facevo già quindici anni fa in Promozione per costringere gli avversari ad abbassarsi”, ha svelato di recente.

Questa furbizia tattica è ben nota a Spalletti, che in passato ha commentato: “Non facciamoci fregare dalla sua faccia da bravo ragazzo: è uno furbissimo, sveglissimo. Mi ha sempre detto che avremmo dovuto sfidarci e se lo merita”.

Prima di raggiungere il calcio professionistico, Alvini ha continuato a lavorare nell’azienda di famiglia, vendendo suole per scarpe. Utilizzava i tragitti di lavoro per andare a studiare gli allenamenti dei grandi maestri come Sarri, Conte, Ventura e Giampaolo.

Non ha studiato Spalletti, che all’epoca era già un tecnico affermato tra Roma e San Pietroburgo, ma il loro legame era già stato cementato anni prima, in quello studio di fisioterapia a Pistoia, dove tutto ha avuto inizio.

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