Juventus, Carnevali sul no di Kessié: ‘Poco orgoglio’

102
Cronache Mercato
Cronache Mercato

L’amministratore delegato della Juventus, Giovanni Carnevali, ha fatto il punto sul mercato bianconero, svelando retroscena importanti e delineando la strategia societaria per le ultime fasi della sessione. Intervenuto prima di una partita di campionato, il dirigente ha offerto una visione chiara delle dinamiche che hanno caratterizzato le trattative del club.

Il tema più discusso ha riguardato il mancato acquisto di un obiettivo di centrocampo. Carnevali ha confermato l’interesse concreto della Juventus: “Era un giocatore che ci interessava senz’altro, abbiamo trattato a lungo e per più giorni”. Il dirigente ha chiarito che l’ostacolo non è stato di natura economica, bensì legato ai rigidi parametri imposti dalla UEFA, che vincolano le operazioni in entrata a quelle in uscita.

Nonostante le difficoltà normative, la società aveva quasi trovato una quadra per le richieste del calciatore. Tuttavia, la trattativa non è andata in porto per una ragione più profonda. “Penso che da parte sua o del suo procuratore non ci sia stato l’interesse sufficiente”, ha affermato Carnevali. La sua analisi ha toccato un punto fondamentale della filosofia del club: l’attaccamento alla maglia. “Chi viene alla Juve deve avere un grande orgoglio per vestire questa maglia. Questo è l’obiettivo principale della società, il resto conta poco”.

Il dirigente ha poi allargato il discorso alla filosofia generale del club sul mercato, rispondendo a una domanda su un altro potenziale obiettivo, Jonathan David. “Il mio modo di pensare è che tutti i giocatori sono in vendita quando si presentano delle opportunità buone”, ha spiegato, evidenziando un approccio pragmatico. “Quando arrivano offerte valide, dobbiamo sederci e parlarne”.

Carnevali ha sottolineato come una cessione non sia mai una decisione unilaterale del club venditore. “La scelta finale non è mai solo nostra. Ci sono anche l’altro club e il giocatore che determinano tante cose”. Questa dinamica a tre rende ogni operazione complessa e imprevedibile fino alla fine, aprendo a molteplici scenari.

In conclusione, con ancora alcuni giorni di mercato a disposizione, la porta della Juventus rimane aperta sia in entrata che in uscita. “Ci sono ancora tante possibilità”, ha confermato il dirigente. Pur con la consapevolezza della situazione attuale (“sappiamo dove siamo, dobbiamo essere onesti”), traspare la fiducia di poter comunque operare per migliorare la squadra e fare bene nel corso della stagione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome