La Juventus ha chiuso la sessione estiva di calciomercato con un dato storico: per la prima volta nella sua storia moderna, la società non ha realizzato alcuna cessione a titolo definitivo, concludendo la finestra di trasferimenti senza incassare denaro dalla vendita di calciatori. Una netta rottura con il passato, che ha sempre visto il club utilizzare i proventi delle partenze eccellenti per finanziare le proprie campagne di rafforzamento.
Sono lontani i tempi in cui i sacrifici sul mercato si trasformavano in opportunità di ricostruzione. Nel 2001, gli addii di Filippo Inzaghi e Zinédine Zidane hanno permesso di acquistare campioni come Gianluigi Buffon, Pavel Nedvěd e Lilian Thuram. Più di recente, nel 2016, la cessione record di Paul Pogba al Manchester United ha finanziato gli arrivi di Gonzalo Higuaín e Miralem Pjanić, dando continuità a un ciclo vincente.
L’estate appena conclusa ha invece seguito una logica completamente diversa. La dirigenza, guidata dal Football Director Cristiano Giuntoli, si è concentrata esclusivamente su operazioni alternative per sfoltire la rosa. Diversi giocatori hanno lasciato il club con la formula del prestito, mentre altri si sono trasferiti a titolo gratuito o hanno risolto consensualmente il proprio contratto. Non sono stati incassati capitali, una situazione che non si vedeva da decenni.
Questa inversione di tendenza era già parzialmente emersa nell’estate del 2023, la prima della gestione Giuntoli, quando l’unica cessione a titolo oneroso fu quella di Denis Zakaria, venduto al Monaco per 20 milioni di euro dopo il rientro dal prestito al Chelsea. Quest’anno, invece, la casella degli incassi da vendite è rimasta a zero, un unicum nell’epoca delle plusvalenze e dell’autofinanziamento.
Nonostante l’assenza di entrate dalle cessioni e la necessità di rispettare i rigidi paletti imposti dal settlement agreement con la UEFA, il club è comunque riuscito a consegnare al tecnico Thiago Motta nove rinforzi, di cui quattro a titolo definitivo. Un mercato pragmatico, definito “il mercato possibile”, lontano dai fasti del passato ma studiato per garantire competitività e sostenibilità finanziaria. La strategia ha dimostrato la capacità di operare in un contesto economico complesso, puntando su opportunità e soluzioni creative per rinnovare la squadra.



