Como di Cesc Fabregas, da sogno a realtà Scudetto

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Cronache Mercato
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Nessuno avrebbe previsto, solo cinque anni fa, che il Como avrebbe disputato la sua prima storica partita in Champions League. Eppure, il club non solo ha debuttato nella massima competizione europea, ma lo ha fatto con una vittoria contro il Lipsia, un risultato che ha acceso i riflettori sulla squadra guidata da Cesc Fabregas.

Questa ascesa è il frutto di un progetto basato sulla meritocrazia e sulla pianificazione. Quando la famiglia Hartono ha acquisito il club nel 2019, militante in Serie D, ha portato una visione chiara: unire ingenti investimenti a una gestione lungimirante, creando un modello virtuoso in un panorama calcistico italiano spesso statico e in crisi di idee.

Il percorso ha trasformato Como da semplice meta turistica a un polo di innovazione sportiva. L’intuizione vincente è stata puntare su Cesc Fabregas, prima come giocatore e azionista di richiamo internazionale, insieme a Thierry Henry, e poi come allenatore.

Le sue idee di gioco hanno ricevuto elogi importanti. Il presidente Mirwan Suwarso ha paragonato il tecnico catalano a Johan Cruyff, sottolineando la sua capacità di costruire in poco tempo una squadra con un’identità forte e rispettata anche all’estero, accelerando una crescita già rapida.

La progressione è stata vertiginosa: dalla promozione in Serie A alla salvezza tranquilla, fino alla qualificazione diretta alla Champions League. Un traguardo raggiunto anche grazie alla capacità di approfittare degli scivoloni di club più blasonati, dimostrando come nel calcio moderno l’incapacità di innovare possa costare caro.

La società ha investito molto, ma soprattutto bene, seguendo una filosofia coerente. La scelta di puntare su giocatori stranieri funzionali al gioco di Fabregas, anziché su profili italiani ritenuti meno adatti, ha suscitato qualche perplessità, ma riflette una precisa strategia di mercato.

Parallelamente, il club ha compiuto un enorme sforzo per modernizzare le infrastrutture, con uno stadio rinnovato e un centro sportivo all’avanguardia. Grande attenzione è stata dedicata anche al settore giovanile, con l’obiettivo di formare in casa i futuri talenti italiani per la prima squadra.

Dopo l’esordio vincente in Europa, la domanda sorge spontanea: il Como può competere già da questa stagione per lo Scudetto contro l’Inter? L’entusiasmo e la sfrontatezza tattica della squadra suggerirebbero una risposta affermativa.

Tuttavia, gran parte della forza dei lariani risiede nella leggerezza mentale, nell’assenza della pressione di dover vincere a tutti i costi. Sarà fondamentale vedere se la squadra manterrà lo stesso livello di gioco e risultati quando, con l’avanzare della stagione, la posta in palio diventerà ancora più alta.

Aver già sollevato questo dibattito e aver imposto il “modello Como” all’attenzione generale rappresenta di per sé una vittoria straordinaria. Il successo del club lariano potrebbe diventare un esempio e uno stimolo per un cambiamento necessario in tutto il calcio italiano.

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