In otto anni trascorsi a Milano, la città è diventata la sua seconda casa, un legame autentico e privo di retorica. Lo stesso Lautaro Martinez lo ha confermato in più occasioni, esprimendo la difficoltà di immaginarsi in un altro luogo. Questo affetto, mai nascosto, è rivolto non solo all’Inter ma anche alla metropoli che lo ha accolto nel 2018, vedendolo maturare come uomo, marito e padre.
Il capitano nerazzurro vive la città con naturalezza, assorbendone le abitudini. Di recente, è stato avvistato mentre si muoveva per le vie del centro su una bicicletta a noleggio insieme alla moglie Agustina, che ha documentato la scena sui social network. Un mezzo di trasporto per lei frequente, ma una visione inedita per l’attaccante.
La destinazione della loro pedalata era il ristorante ‘Coraje’, un altro simbolo del loro radicamento a Milano. Il locale, situato nel cuore di Brera, rappresenta un investimento della coppia e si propone di portare le atmosfere sudamericane in città. È proprio in questo quartiere che i Martinez hanno scelto di abitare e far crescere i figli Nina e Theo.
La vita milanese del ‘Toro’ si manifesta anche nelle celebrazioni. Ogni anno, complice il calendario di Serie A, ha spento le candeline del suo compleanno in diversi locali o terrazze della città. Tra queste spicca quella affacciata su Piazza del Duomo, diventata negli ultimi anni il palcoscenico per i festeggiamenti degli scudetti con i compagni di squadra.
Se Appiano Gentile e San Siro sono i luoghi del Lautaro calciatore, la sua dimensione privata si esprime in città. Quando non indossa la divisa nerazzurra, si gode Parco Sempione come un qualsiasi milanese e ha visitato la cima del Duomo. Proprio da lì ha raccontato la stagione della seconda stella nel documentario celebrativo del ventesimo scudetto.
Il suo profondo legame è testimoniato anche sui profili social, con immagini che lo ritraggono ammirato di fronte ai monumenti e una dichiarazione in dialetto: ‘Ti te dominet Milan’. Già nel 2022, una foto con lo skyline e la parola ‘Qui’ sono bastate a confermare la sua volontà di restare, consolidando una storia che lo lega non solo all’Inter, ma anche alla sua Milano.






