NAPOLI – Un colpo di pistola al fianco, in un’area non monitorata dalle telecamere, ancora una volta nel cuore della notte, ancora una volta nelle strade della zona orientale del centro di Napoli. E ancora una volta il nome di Umberto Cella, 29 anni, residente a Forcella, finisce al centro di un’indagine per un agguato. Una nuova sparatoria che riporta gli investigatori a scavare nei rapporti e nelle frequentazioni dell’uomo, mentre prende corpo la pista che porta agli ambienti criminali del Mercato. E’ accaduto nella notte tra martedì e ieri, quando i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Stella sono intervenuti all’ospedale dei Pellegrini, nella Pignasecca, dopo l’arrivo di Cella, ferito da un proiettile al fianco sinistro. Le sue condizioni non vengono ritenute preoccupanti e non è in pericolo di vita. Il primo scenario ricostruito dagli investigatori parla di un agguato avvenuto in via Giacomo Savarese, zona Mercato, area sotto il controllo del clan Contini.
Secondo una prima versione, ancora tutta da verificare, Cella sarebbe stato avvicinato da alcune persone su uno scooter. Pochi istanti, poi
lo sparo e la fuga degli aggressori, che avrebbero fatto perdere rapidamente le proprie tracce, E’ su quei pochi secondi che si stanno concentrando adesso le indagini. Che sono, comunque, in salita: il punto dove sarebbe avvenuto l’agguato non è inquadrato da telecamere. I carabinieri stanno cercando di ricostruire con precisione dove si trovasse il 29enne, chi lo abbia raggiunto e soprattutto se l’azione fosse
stata pianificata. Un agguato che, per modalità e contesto, viene analizzato anche alla luce dei precedenti episodi che hanno coinvolto lo stesso Cella.
Per gli investigatori non si tratta infatti del primo episodio di questo tipo. A metà gennaio il 29enne era già rimasto vittima di una sparatoria. Anche allora l’azione era avvenuta nella notte e anche allora era stato utilizzato uno scooter. Cella viaggiava a bordo di una Volkswagen
Golf insieme a un amico quando un altro mezzo, con due persone coi volti coperti, si era affiancato all’auto. Il passeggero aveva estratto una pistola e fatto fuoco. Uno dei proiettili aveva raggiunto Cella alla testa, fortunatamente colpendolo solo di striscio. Era stato l’amico alla guida della Golf a trasportarlo immediatamente (sempre) al pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini, dove il 29enne era stato ricoverato in prognosi riservata, senza però essere in pericolo di vita. Quell’episodio aveva già aperto un’inchiesta della Squadra Mobile, impegnata nell’analisi delle immagini della videosorveglianza e nella ricerca di elementi utili a ricostruire l’origine dell’agguato.
Gli investigatori, anche in quel caso, non avevano escluso alcuna pista. A distanza di mesi, il nuovo ferimento riporta Cella al centro
di un’altra indagine. E la collocazione geografica dell’ultimo episodio potrebbe rappresentare un elemento importante per gli accertamenti.
Via Giacomo Savarese si trova infatti nell’area del Mercato, a poca distanza da via Marina, dove si era verificata la precedente sparatoria. E’ proprio negli ambienti criminali del Mercato che, secondo una delle piste investigative, potrebbero essere ricercati i motivi dell’agguato. Una direzione ancora da verificare e che dovrà essere confrontata con tutti gli altri elementi raccolti dai carabinieri.
Gli investigatori stanno cercando di capire se tra il 29enne e persone gravitanti nella zona esistano rapporti, contrasti o vecchie tensioni capaci di spiegare la nuova aggressione. Il punto di partenza resta però la scena del ferimento. Gli accertamenti dovranno stabilire la dinamica esatta della sparatoria, il numero degli aggressori e la direzione presa dallo scooter dopo lo sparo. Cella, nel frattempo, è stato ascoltato dagli investigatori per raccogliere i primi elementi utili alla ricostruzione. Le sue dichiarazioni, insieme agli eventuali filmati e agli altri riscontri investigativi, saranno confrontate per capire cosa sia realmente accaduto.











