Nel suo nuovo libro, intitolato “Oltre”, un’icona del calcio italiano ha svelato numerosi retroscena della sua vita dopo il ritiro. Tra le rivelazioni più clamorose, spicca quella di un possibile ritorno in campo a 48 anni, con due club di Serie A che si erano fatti avanti concretamente per ingaggiarlo.
Tutto è nato da una battuta rilasciata quasi per scherzo durante un’intervista: “Sono pronto per tornare”. Quella frase, però, è stata presa molto sul serio. I primi a contattarlo sono stati i dirigenti del Genoa, che hanno chiesto direttamente la sua disponibilità per una nuova esperienza nel massimo campionato. Poco dopo si è fatto avanti anche il Como.
Di fronte a un interesse così concreto, l’ex capitano ha iniziato a considerare seriamente l’ipotesi. Ha intrapreso un rigido programma di allenamento per testare la risposta del suo fisico: oltre alla consueta partita di calciotto, ha aggiunto tre sedute settimanali in palestra e due appuntamenti con il fisioterapista, seguendo una dieta ferrea. I risultati sono stati incoraggianti, il suo corpo rispondeva bene nonostante l’età e i sette anni di inattività.
L’idea di tornare a giocare in uno stadio passionale come Marassi lo affascinava. L’allenatore del Genoa, Alberto Gilardino, lo incoraggiava con messaggi diretti. Tuttavia, dentro di lui è cresciuto un conflitto insanabile. La testa gli suggeriva di accettare la sfida, ma il cuore si opponeva all’idea di indossare una maglia diversa da quella giallorossa in una partita ufficiale.
Alla fine, la lealtà ha prevalso. Ha capito che, se l’età poteva essere un ostacolo superabile, il tradimento sportivo nei confronti della sua unica squadra non lo era. La domanda che si poneva costantemente era una: “Ma si può giocare in una squadra che non sia la Roma?”. La risposta, per lui, è sempre stata un no categorico.
Il libro, però, non si limita al calcio giocato. “Oltre” è un racconto che esplora anche la sfera più intima e personale. Viene descritta la nascita della relazione con Noemi Bocchi, un legame che ha segnato una svolta nella sua vita privata, raccontando l’emozione del loro primo bacio, vissuto con l’incertezza e la gioia di un adolescente.
Un capitolo particolarmente toccante è dedicato alla scomparsa del padre Enzo, “lo Sceriffo”, morto a causa del Covid-19. L’ex calciatore ha ricordato il dolore lancinante di quella telefonata dall’ospedale, un momento che ha definito “una fucilata” e che ha cambiato per sempre la sua percezione della vita, segnando un confine tra un prima e un dopo.








