Inchiesta sul clan a Castel Volturno, Meli ai domiciliari dopo la condanna

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Umberto Meli
Umberto Meli
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CASTEL VOLTURNO – Arresti domiciliari per Umberto Meli (nella foto), condannato l’11 giugno scorso, al termine del giudizio abbreviato, a sei anni e otto mesi di reclusione e a 4mila euro di multa nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sui traffici illeciti nel litorale domizio. Il gip del Tribunale di Napoli Simona Capasso ha accolto l’istanza presentata dalla difesa, rappresentata dal legale Ferdinando Letizia, sostituendo la custodia cautelare in carcere con i domiciliari. Meli dovrà scontare la misura in un’abitazione fuori regione, con il controllo del braccialetto elettronico.

Alla base della decisione figurano il tempo trascorso dai fatti e dall’applicazione della misura, l’individuazione di un domicilio lontano dal luogo dei reati e la disponibilità dei familiari ad assistere l’imputato. Il giudice ha ritenuto che le residue esigenze cautelari possano essere tutelate con una misura meno gravosa. La condanna, non definitiva, riguarda il concorso in un’estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo l’accusa, Meli avrebbe partecipato alle pressioni esercitate ai danni di imprenditori ai quali sarebbe stato imposto il pagamento di 10mila euro.

Intanto, mercoledì proseguirà un altro processo nato dal medesimo filone investigativo. Sul banco degli imputati c’è Antonio Fusco, conosciuto come Lupin, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per un presunto contributo al clan dei Casalesi. Nel corso dell’udienza è previsto il controesame di uno degli ufficiali del Nucleo investigativo dei carabinieri di Aversa che ha partecipato alle
indagini. Successivamente dovrebbe essere interrogato il collaboratore di giustizia Antonio Lanza. Le contestazioni mosse a Fusco dovranno essere verificate nel contraddittorio processuale. L’imputato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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