L’avventura di Giorgio Furlani al Milan si è conclusa in via definitiva. L’ex amministratore delegato, rimasto formalmente in carica dopo il riassetto dirigenziale voluto da RedBird, non fa più parte del club rossonero. La conferma è arrivata dalla recente visura camerale che ha svelato la nuova composizione del consiglio di amministrazione.
Questo passo formalizza un processo di transizione iniziato dopo che la proprietà americana, guidata da Gerry Cardinale, ha comunicato un profondo cambiamento nell’area sportiva e dirigenziale. Sebbene l’allontanamento fosse stato annunciato, Furlani ha mantenuto il suo ruolo a livello burocratico fino alla ratifica del nuovo organigramma, che ora è legge.
Con l’uscita dell’ex dirigente, il Milan ha definito la sua nuova squadra di vertice. Paolo Scaroni è stato confermato nel ruolo di Presidente del consiglio di amministrazione, mentre la posizione di Amministratore Delegato è stata affidata a Massimo Calvelli, che guiderà la gestione operativa del club.
Il nuovo Cda riflette la visione strategica di RedBird e vede la presenza di figure chiave legate alla proprietà. La composizione ufficiale include, oltre al Presidente Scaroni e all’AD Calvelli, i consiglieri: Gerry Cardinale, Stefano Cocirio, Randy Lewis Levine, Riccardo Stefanelli, Robert Jay Klein, David Castelblanco e Alfredo Craca.
Un’analisi legale ha sottolineato come la struttura attuale rispetti pienamente lo statuto societario. Il Cda ha infatti raggiunto il suo numero minimo di componenti. L’articolo 15 dello statuto stabilisce che il consiglio è composto da un minimo di nove a un massimo di quindici membri, nominati dall’assemblea ordinaria, soglia ora rispettata.
Questa ristrutturazione segna l’inizio di una nuova fase per il Milan sotto la guida di RedBird, con un team dirigenziale rinnovato e un assetto pensato per sostenere le ambizioni future del club. L’obiettivo è quello di consolidare un modello di gestione moderno e finanziariamente sostenibile, in linea con le direttive della proprietà americana.





