CAIVANO – Un viaggio a Barcellona, un contatto da raggiungere, il trasporto da organizzare e un quantitativo di droga da acquistare. E’ uno dei passaggi che, secondo l’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Napoli Lucia De Micco, fotografa l’ampiezza dei canali di approvvigionamento del gruppo Maugeri, ritenuto dagli investigatori parte della rete criminale riconducibile al clan Angelino. Non soltanto fornitori sul territorio italiano, dunque, ma anche relazioni oltreconfine, con la Spagna indicata negli atti come uno dei luoghi attraverso i quali il gruppo avrebbe cercato di procurarsi lo stupefacente. Il passaggio più significativo risale al gennaio del 2024. La sera del 22 gennaio, in una conversazione intercettata, Roberto Alfio Maugeri spiegava a Vincenzo De Rosa di essere in procinto di partire per quello che definiva un viaggio di lavoro.
Il discorso, riportato nell’ordinanza, lasciava emergere però un obiettivo ben preciso: raggiungere un contatto, verificare le possibilità di approvvigionamento e organizzare il trasporto della droga. Maugeri parlava apertamente di erba e hashish, dei prezzi praticati all’estero e della necessità di mettere in piedi un canale che consentisse di acquistare la sostanza a costi inferiori. Gli investigatori hanno poi verificato che il viaggio annunciato non era soltanto un piano sulla carta. Il 23 gennaio 2024 Maugeri partì da Napoli insieme alla moglie Tonia Vitagliano su un volo Vueling diretto a Barcellona, facendo ritorno due giorni dopo. Ed è proprio questo elemento, incrociato con le intercettazioni, a rafforzare secondo il gip il quadro investigativo. Nella conversazione precedente alla partenza, infatti, Maugeri aveva spiegato che sarebbe rimasto fuori per pochi giorni e che avrebbe dovuto “prendere tutto”, indicando diverse tipologie di stupefacente.
Ma il viaggio in Spagna, stando alla ricostruzione contenuta nell’ordinanza, non sarebbe stato un episodio isolato né il frutto di un contatto occasionale. Un nuovo tassello emerge nell’ordinanza: i viaggi all’estero e i canali di approvvigionamento del gruppo ritenuto interno al clan Angelino da un’intercettazione del 3 febbraio 2024, quando Maugeri raccontava a un uomo chiamato Rosario di essere stato a Barcellona per tre giorni e di aver incontrato un proprio riferimento per la cosiddetta “fatica”, termine utilizzato nella conversazione per indicare la droga. Il dialogo avrebbe svelato anche la struttura del canale. Maugeri riferiva di avere un contatto telefonico diretto con la persona incontrata in Spagna e discuteva delle modalità di trasporto, dei quantitativi e persino delle possibilità di organizzare viaggi successivi. Rosario, a sua volta, annunciava di voler partire per Barcellona e chiedeva informazioni sui soggetti da contattare e sulle modalità di consegna.
Un elemento ritenuto particolarmente significativo dagli investigatori riguarda inoltre l’origine del contatto. Maugeri avrebbe spiegato di essere riuscito a raggiungere il referente spagnolo grazie al fratello Emanuele Angelo, detenuto in carcere. Secondo quanto riportato negli atti, nonostante la detenzione, Emanuele Angelo avrebbe mantenuto contatti telefonici non autorizzati e, attraverso quei rapporti, sarebbe stato messo in collegamento con persone appartenenti a circuiti attivi anche a Barcellona. La ricostruzione contenuta nell’ordinanza entra poi nei dettagli dei possibili trasporti. Nella conversazione del 3 febbraio i due avrebbero discusso di mezzi, quantitativi e compensi, fino a ipotizzare sistemi per far arrivare la sostanza in Italia.
Si parla anche della possibilità di predisporre un carico e affidarlo a un trasportatore, valutando costi e modalità per superare i controlli. Sono proprio questi passaggi a delineare, secondo il gip, un sistema che non si sarebbe limitato alla ricerca di singole partite di droga, ma avrebbe potuto contare su una rete di contatti, intermediari e trasportatori distribuiti tra l’Italia e la Spagna. Barcellona, negli atti, diventa così uno dei nodi di un circuito più ampio, nel quale il gruppo avrebbe cercato di reperire quantitativi significativi a prezzi ritenuti più convenienti per poi organizzare il trasferimento in Italia. Il quadro investigativo viene completato da un ulteriore dato: dopo la lunga conversazione con Rosario, lo stesso Maugeri avrebbe nuovamente contattato il fratello Emanuele Angelo per riferire gli sviluppi della vicenda. Un dialogo che, secondo l’ordinanza, dimostrerebbe come i rapporti all’estero fossero conosciuti e discussi all’interno della cerchia familiare.













