Michael Kayode ha convinto tutti con le sue prestazioni in Serie A con la maglia della Fiorentina, tanto da meritarsi la prima convocazione nella Nazionale maggiore guidata da Luciano Spalletti. Un traguardo importante per il terzino, già campione d’Europa con l’Under 19 nel 2023. Intervistato dal sito ufficiale della Federcalcio, il giovane talento ha raccontato le emozioni di questo momento e le tappe fondamentali della sua carriera.
La chiamata in azzurro è stata una sorpresa. “Non sapevo nulla prima della partita, l’ho scoperto dal telefono ed è stata un’emozione incredibile”, ha confessato. Ritrovare in Nazionale Alberto Bollini, il tecnico del trionfo europeo Under 19, è stato speciale: “Gli devo tantissimo, riguardo ancora oggi le foto e i video di quella vittoria indimenticabile”. Il nuovo commissario tecnico lo ha subito coinvolto: “Spalletti mi ha parlato e mi ha spiegato il lavoro tattico che vuole. C’è sempre da imparare e far parte di un gruppo con tanti giovani fa bene alla squadra”.
La maglia azzurra è stata una scelta di cuore. “La Nigeria mi ha cercato”, ha rivelato, “ma per chiunque giocare con l’Italia è un onore”. Una decisione netta che testimonia il suo forte legame con il Paese. L’ambiente della Nazionale lo ha accolto al meglio, con figure di riferimento importanti: “Avere un capitano del calibro di Donnarumma è fantastico e qui c’è Di Lorenzo che mi aiuta tantissimo, è una vera fonte d’ispirazione”. Il suo idolo di sempre, però, resta una leggenda: “Ho guardato sempre con grande interesse a Paolo Maldini”.
Il suo percorso di crescita è passato anche attraverso lo sviluppo di doti inaspettate. “Mi sono svegliato un giorno e ho scoperto di avere una rimessa laterale molto lunga”, ha raccontato con un sorriso. “A Firenze abbiamo iniziato a lavorarci con schemi e tattiche specifiche”. Tra gli amici che gli sono stati vicini, ha voluto citare Giulio Favasuli: “Siamo in contatto e sono felice della sua crescita, è un giocatore e una persona fantastica”.
La sua maturità non si vede solo in campo. Diventato padre in giovane età, vive questa esperienza come una gioia immensa. “Non vedo l’ora di tornare dalla mia bimba, essere padre è un’emozione incredibile. Non credo ci sia una gioia più grande”.
Un passaggio chiave della sua carriera è stato il trasferimento dalla Juventus al Gozzano, in Serie D. Un passo indietro che si è rivelato fondamentale. “Quell’esperienza mi ha dato la forza per arrivare a questi livelli”, ha sottolineato. Ha voluto poi lanciare un messaggio ai giovani: “Consiglio di non disperarsi se si scende in categorie inferiori, perché si può crescere tantissimo”.
Infine, un pensiero di gratitudine per il club che lo ha lanciato nel grande calcio. “Ogni cosa che ho vissuto a Firenze è stata fantastica. Se sono qui oggi devo sempre ringraziare la Fiorentina, perché per un giovane è fondamentale avere minutaggio e giocare con continuità”.











