Napoli, Ghoulam svela i metodi di Sarri: “Ci ammazzava”

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Cronache Mercato
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Faouzi Ghoulam, ex terzino del Napoli e oggi opinionista, ha svelato alcuni retroscena inediti sul suo periodo in azzurro sotto la guida di Maurizio Sarri. In una recente intervista, l’algerino ha dipinto il ritratto di un allenatore tanto geniale quanto esigente, i cui metodi rasentavano l’ossessione, spingendo la squadra a superare costantemente i propri limiti con richieste estreme.

Il primo aneddoto riguarda un obiettivo apparentemente surreale. “A Sarri non bastava solo vincere, ci chiedeva di svuotare lo stadio”, ha spiegato Ghoulam. Questa non era una semplice aspirazione, ma un compito con conseguenze tangibili. “Ogni tanto volgevamo lo sguardo sugli spalti per vedere se i tifosi avversari andavano via. Se al 70’ la gente non lasciava lo stadio, avevamo doppia seduta il martedì”.

Questa pressione spiega l’incredibile intensità che quel Napoli manteneva fino all’ultimo secondo. “Se vincevamo 2-0, 3-0 e continuavamo a spingere era per questo motivo. Sapevamo che se tenevi la partita aperta, i tifosi sarebbero rimasti e quindi sarebbero stati dolori. Per questo quando segnavamo il 3-0 correvamo a riprendere il pallone come se stessimo perdendo, tra gli sguardi sbigottiti dei nostri avversari”.

Un altro episodio, ancora più emblematico, è avvenuto prima di una trasferta di Champions League a Kiev. “Eravamo tranquilli, Sarri è entrato in spogliatoio incazzato nero e ci ha detto: ‘Se oggi vedo una volta la palla nella nostra metà campo, dovrete segnare otto goal’”, ha ricordato l’ex difensore. La minaccia ha avuto un effetto immediato sulla squadra.

“Dopo pochi minuti, loro hanno fatto un lancio lungo. Lui si è arrabbiato e ci ha urlato: ‘Che vi ho detto? Ora facciamo otto goal!’. Io ho guardato Kalidou Koulibaly e gli ho detto: ‘Ma è pazzo?’”. La conseguenza è stata una prestazione di pressing asfissiante per tutto il match. “Abbiamo giocato per evitare che gli avversari facessero un altro lancio lungo. Temevamo sinceramente che ci ammazzasse”.

Questi racconti, a metà tra il comico e il terrificante, rivelano la personalità di un tecnico che ha costruito il successo sulla cura maniacale dei dettagli e su una richiesta di perfezione assoluta. La paura, come ha ammesso Ghoulam, è stata un motore potente che ha spinto i giocatori a raggiungere livelli di performance impensabili, trasformando quel Napoli in una macchina da gioco quasi perfetta.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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