La finale di Supercoppa argentina tra Estudiantes e Rosario Central si è conclusa con la vittoria per 3-1 della squadra di Angel Di Maria, autore di una doppietta. Tuttavia, l’attenzione si è spostata dal calcio giocato agli incidenti avvenuti al termine dell’incontro.
Una rissa furibonda ha coinvolto le due squadre sul terreno di gioco, per poi proseguire all’interno del tunnel che conduce agli spogliatoi. La tensione è esplosa dopo una partita caratterizzata da episodi arbitrali molto discussi.
Due sono state le decisioni del direttore di gara, Dario Herrera, che hanno scatenato le veementi proteste da parte del club di La Plata. La prima polemica è sorta verso la fine del primo tempo, con il punteggio fermo sull’1-1. Dopo una lunga revisione al VAR, l’arbitro ha concesso un calcio di rigore al Rosario Central per un fallo di Gonzalez Pirez su Copetti.
Il secondo episodio chiave è avvenuto nel primo minuto di recupero della ripresa. Un colpo di testa di Adolfo Gaich, ex attaccante del Benevento, ha impattato sul braccio largo del difensore avversario Ovando. Nonostante le richieste, in questa occasione il fischietto argentino non ha ritenuto ci fossero gli estremi per assegnare la massima punizione.
La situazione è definitivamente degenerata dopo la rete del 3-1 siglata da Fernandez al 96′ e il successivo triplice fischio. In quel momento è scoppiato un parapiglia generale in campo.
Tra i protagonisti più accesi si è distinto Tomas Palacios. Il difensore, ancora di proprietà dell’Inter, si è diretto con fare minaccioso verso l’allenatore del Rosario, Jorge Almiron. La scena ha dato il via a uno scontro fisico che ha visto coinvolti giocatori, membri degli staff tecnici e altri collaboratori.
Nel clima già incandescente è intervenuto anche il presidente dell’Estudiantes, Juan Sebastian Veron. La leggenda del calcio argentino è scesa direttamente sul terreno di gioco per affrontare l’arbitro Herrera. Veron si è avvicinato al direttore di gara e, in un duro faccia a faccia, gli ha rivolto pesanti accuse riguardo al suo operato, urlando frasi come: “Questa è tua, ladro!”. Gli eventi hanno gettato un’ombra sulla conclusione del torneo.





