NAPOLI – Nel quartiere di Secondigliano la tensione torna ai livelli di guardia, dopo un raid intimidatorio all’interno della storica roccaforte del clan Di Lauro, nella zona di prima delle venti in via Dante, dove due uomini a bordo di una motocicletta a marcia elevata hanno esploso cinque colpi d’arma da fuoco in aria, seminando il panico tra i numerosi passanti e residenti che affollavano la strada a quell’ora. terrorizzate dagli spari ad altezza d’uomo, decine di persone si sono precipitate a cercare rifugio all’interno dei locali commerciali e delle attività della zona, ancora aperti. Alcuni testimoni oculari hanno riferito agli investigatori di aver visto il mezzo sfrecciare a tutta velocità tra le automobili nel traffico, mentre il passeggero seduto sul sedile posteriore impugnava la pistola puntandola verso l’alto.
Gli inquirenti stanno analizzando accuratamente la mappa dell’area: via Dante è a brevissima distanza dal corso Secondigliano e dal cuore pulsante di Cupa dell’Arco, un territorio storicamente controllato e gestito dall’organizzazione fondata da Paolo Di Lauro. Tuttavia, quella che un tempo era una delle cosche più potenti ed egemoni del panorama campano appare oggi fortemente disarticolata dalle continue inchieste giudiziarie e dai reiterati arresti dei suoi esponenti apicali, riducendosi alla gestione di poche e circoscritte piazze di spaccio a Cupa dell’Arco. In questo contesto di profonda debolezza, i superstiti della vecchia guardia sono costretti a coabitare con la costante ed ingombrante presenza del clan Licciardi della Masseria Cardone e con l’inarrestabile avanzata dei giovani emergenti della Vanella Grassi.
Il gruppo un tempo guidato da Salvatore petriccione, detto “il marinaio”, ha infatti saputo riorganizzare le proprie fila negli ultimi tempi arruolando nuove leve spregiudicate e armate fino ai denti, capaci di dare nuova linfa alla cosca e di sfidare gli storici equilibri del quartiere a suon di stese e dimostrazioni di forza. Proprio qualche tempo fa tre giovani ras vanelliani, poco più che ventenni, avevano sfidato apertamente uno storico boss dei Di Lauro. La scintilla che ha portato l’astio al punto di non ritorno è scoccata all’interno di una salone da barbiere del quartiere, dove l’esponente dei Di Lauro ha redarguito tre giovani vanelliani per via della loro condotta spavalda ed esuberante in strada.
La reazione dei ragazzi è stata immediata e irrispettosa: pochi minuti dopo il rimprovero, il gruppo è tornato all’esterno del locale mettendo in atto una violenta stesa a colpi d’arma da fuoco Lauro si trovava ancora all’interno. L’affronto, considerato gravissimo e intollerabile secondo i codici criminali, ha sfiorato la faida aperta, scongiurata soltanto da una mediazione in extremis condotta dalle paranze di Scampia per evitare una sanguinosa escalation nell’area nord partenopea.










