CASTEL VOLTURNO – L’indagine sulle presunte truffe al Servizio sanitario nazionale attraverso le forniture di presidi ortopedici passa anche per il litorale domizio. L’inchiesta dei carabinieri del Nas, coordinata dalla Procura di Napoli, coinvolge Giancarlo Tommasi, imprenditore di Castel Volturno e titolare dell’Ortopedia Acquaviva, e il medico di Mondragone Pasqualino De Martino, già candidato alla Regione nella lista Fico Presidente.
A Tommasi, oltre all’ipotesi di associazione per delinquere, vengono contestati diversi presunti episodi di corruzione. Secondo l’accusa, avrebbe consegnato denaro e altre utilità a medici prescrittori per favorire Acquaviva: visite anticipate senza autorizzazione, accertamenti senza pazienti e dispositivi a carico del Ssn prescritti senza considerarne l’effettiva necessità. Tra i sanitari che Tommasi avrebbe corrotto figura Giuseppe Santella, all’epoca fisiatra dell’Asl Napoli 1 Centro. Tra le utilità che l’imprenditore gli avrebbe dato compare un iPad Air. La contestazione, estesa almeno fino all’aprile 2022, comprende visite basate soltanto sulle informazioni di familiari o addetti dell’ortopedia.
Sempre nei presunti rapporti corruttivi con Tommasi viene chiamato in causa Benedetto Caterino, allora ortopedico prescrittore dell’Asl Napoli 1 Centro: avrebbe effettuato rinnovi e collaudi dei presidi senza riscontri, sulla sola documentazione presentata da un dipendente di Acquaviva. Per Salvatore Mosca, fisiatra della stessa Asl, l’accusa richiama visite senza pazienti soprattutto in relazione ai collaudi. Le contestazioni a carico dell’imprenditore riguardano anche presunte dazioni ad Antonio Strangio, ortopedico in servizio nelle Asl Napoli 2 Nord e Napoli 1 Centro, e a Cosimo Chiummo e Pietro Diffidenti, rispettivamente ortopedico e fisiatra della Napoli 2 Nord. Il fine, secondo la Procura, sarebbe stato ottenere visite e prescrizioni favorevoli ad Acquaviva.
Altri operatori del settore compaiono invece negli episodi contestati a De Martino, all’epoca fisiatra prescrittore del distretto sanitario 18 di Succivo, Asl Caserta. Secondo l’accusa, Loredano Petta e Salvatore Borrelli, titolari delle omonime ortopedie, gli avrebbero dato denaro e altre utilità per ottenere prescrizioni di dispositivi indipendentemente dalle reali necessità dei beneficiari. Nel caso Borrelli, il medico avrebbe prescritto anche senza visitare i pazienti, sulla base di informazioni e documenti forniti dall’ortopedia.
Le due vicende si inseriscono in un’inchiesta che conta complessivamente 109 indagati. La Procura ha chiesto carcere o domiciliari per 86 persone e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un’altra (per Tommasi sono stati proposti i domiciliari, per De Martino il carcere). Il gip ha fissato 43 interrogatori preventivi, dal 19 al 29 ottobre, riservandosi la decisione sulle misure. Tutti gli indagati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile.










