Yann-Aurel Bisseck sarà uno dei protagonisti del Festival dello Sport. Il difensore dell’Inter interverrà a Trento nel giorno inaugurale dell’evento, giovedì 1 ottobre, alle 16:30 presso l’Auditorium Santa Chiara. Una consacrazione che arriva al termine di una stagione che lo ha visto affermarsi come un elemento prezioso della rosa nerazzurra e conquistare la fiducia del commissario tecnico tedesco Julian Nagelsmann.
Quando è arrivato a Milano nell’estate del 2023, Bisseck era un ventiduenne promettente ma ancora poco conosciuto, proveniente dal campionato danese con l’Aarhus. In pochi mesi ha saputo ritagliarsi uno spazio importante, diventando una presenza solida nella difesa dell’Inter, con cui ha vinto il suo primo scudetto. Il suo percorso lo ha portato fino al recente esordio con la nazionale maggiore della Germania.
La sua carriera, però, non è stata sempre in discesa. Bisseck ha esordito in Bundesliga a soli 16 anni, 11 mesi e 28 giorni con la maglia del Colonia, diventando all’epoca il più giovane tedesco a giocare nel massimo campionato. A un inizio così precoce sono seguiti anni difficili, segnati da infortuni e prestiti poco fortunati tra Germania (Holstein Kiel), Paesi Bassi (Roda) e Portogallo (Vitoria Guimaraes). La svolta è arrivata in Danimarca, dove con l’Aarhus ha trovato continuità, prestazioni e la fascia di capitano della Germania Under 21.
L’Inter ha scommesso su di lui, investendo 7 milioni di euro per un talento che andava oltre i numeri altalenanti. A Milano, sotto la guida di Simone Inzaghi, ha imparato a interpretare il ruolo di difensore nel sistema a tre, affinando la capacità di aggredire l’avversario, coprire il campo e accompagnare l’azione. La sua fisicità, con i suoi 196 centimetri di altezza, si è rivelata decisiva nei duelli aerei, mentre la crescita tattica è stata favorita dal confronto con compagni esperti come Bastoni, Acerbi, De Vrij e Pavard.
Fuori dal campo, Bisseck è un ragazzo riflessivo e con interessi che vanno oltre il calcio. Nato a Colonia da genitori camerunesi, è un fiero rappresentante della nuova Germania multiculturale. In un momento di difficoltà aveva anche considerato di abbandonare il calcio per studiare medicina. Segue con passione l’NBA, tifa per i Philadelphia 76ers e si ispira a Joel Embiid, altra stella di origini camerunesi, dal quale ha mutuato il motto “Trust the Process”. Un processo che ha sposato in pieno, come dimostra il recente rinnovo di contratto con l’Inter fino al 2031.




