Il Consiglio di Amministrazione del Milan ha ufficialmente approvato il bilancio relativo alla stagione 2025/2026. Il documento contabile, l’ultimo firmato dall’amministratore delegato uscente Giorgio Furlani, ha evidenziato un risultato netto negativo per 24 milioni di euro, interrompendo una serie di tre esercizi consecutivi chiusi in utile.
Questo ritorno al passivo era stato ampiamente previsto dalla dirigenza del club. La causa principale è stata identificata nella mancata qualificazione alle coppe europee per la stagione in esame, un risultato sportivo che ha avuto ripercussioni dirette e significative sulle finanze della società, segnando una battuta d’arresto dopo anni di crescita.
L’impatto economico dell’assenza dal palcoscenico continentale è stato quantificato internamente in una cifra compresa tra i 70 e gli 80 milioni di euro. Questa stima include una serie di mancate entrate: dai premi di partecipazione UEFA ai diritti televisivi legati alle competizioni internazionali, fino ai minori incassi derivanti dal botteghino per le partite casalinghe europee. Un’assenza che ha pesato in modo determinante.
Nonostante la perdita, il bilancio presenta anche note estremamente positive che testimoniano la solidità del progetto societario. I ricavi complessivi hanno raggiunto la cifra record di 464,6 milioni di euro, un valore più che raddoppiato rispetto a soli quattro anni fa. Questa crescita esponenziale è il frutto di una strategia mirata all’espansione del brand Milan a livello globale, con un forte incremento delle sponsorizzazioni e delle attività commerciali.
Il mandato di Giorgio Furlani si conclude quindi con un bilancio in rosso, ma che fotografa una realtà aziendale molto più sana e strutturata rispetto al passato. La sua gestione ha posto le basi per una sostenibilità finanziaria a lungo termine, rendendo il club meno dipendente dai soli risultati sportivi, sebbene questi rimangano cruciali per la piena redditività.
L’esercizio 2025/2026 dimostra come, pur in un contesto di forte crescita strutturale dei ricavi, la partecipazione a competizioni di prestigio come la Champions League o l’Europa League resti un fattore imprescindibile per l’equilibrio dei conti. La sfida per la nuova dirigenza sarà quella di garantire una continuità di risultati sul campo per capitalizzare al massimo il potenziale economico costruito in questi anni.




